Roma, 4 giu. (askanews) – Le emissioni CO2 sono legate anche allo spreco alimentare: un’equazione confermata dai dati dell’Osservatorio Waste Watcher International che, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, diffonde oggi la campagna Spreco Zero. A fronte del peso settimanale medio di cibo sprecato e pari a 566,3 grammi pro capite, vale 2,51 Kg la CO2 equivalente prodotta. Un calcolo che, per lo spreco annuale pro capite di 30 Kg circa porta alla quantità di 130,52 Kg di CO2 equivalente, ovvero la stessa emissione che produce un’auto di media cilindrata per percorrere un tratto di strada di 1100 Km.

Lo spreco domestico italiano produce quindi ogni anno ben 7,8 milioni di tonnellate CO2 equivalente, ovvero circa il 2% delle emissioni nazionali. Alla luce del protocollo di Kyoto, che prevedeva la riduzione del 3% delle emissioni nazionali, è evidente che diminuendo lo spreco alimentare saremmo già a buon punto in questa direzione.

Il rapporto “Il caso Italia” dell’Osservatorio Waste Watcher International di Last Minute Market/Spreco Zero, su monitoraggio Ipsos/Università di Bologna, fotografa uno spreco pro capite di circa 30 kg di cibo all’anno, al costo di 290 euro annui a famiglia, quindi oltre 7 miliardi e mezzo a livello nazionale per il cibo gettato nelle case e 13,5 miliardi nell’impatto sull’intera filiera agroalimentare italiana.

L’impronta idrica del solo spreco alimentare domestico in Italia incide per 151,469 miliardi di litri d’acqua, una rappresentazione in bottiglie d’acqua da mezzo litro metterebbe in fila ben 302.938 miliardi di bottiglie, che equivalgono a oltre 4 volte il giro del nostro pianeta.