Milano, 5 giu. (askanews) – “I nostri tre settori sono tutti condizionati da una fortissima spinta all’industrializzazione, che tratta la materia prima come commodity e punta all’omologazione del prodotto, giocando solo sul prezzo e mettendo in crisi la sostenibilità delle filiere rurali. Un’alleanza tra vignaioli, olivicoltori e panificatori è quindi sempre più necessaria: per ricordare che se è vero che vino, olio e pane sono la triade della dieta mediterranea, senza contadini che producono materia prima sana e artigiani che la trasformano in prodotti di qualità, quella dieta rimane una dichiarazione di principio o una stucchevole operazione di marketing”. Lo ha detto il presidente della Federazione dei vignaioli indipendenti (Fivi) che, assieme agli olivicoltori indipendenti della Fioi, è stato ospite del panificatore Davide Longoni al Mercato del Suffragio di Milano, dove ha lanciato la 13a edizione del Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti che si terrà a BolognaFiere dal 23 al 25 novembre.

“Vino, olio e pane sono elementi sacri per la nostra cultura e hanno segnato l’evolversi della civiltà mediterranea nei secoli” ha aggiunto il presidente della Fioi, Pietro Intini, spiegando che “oggi siamo dinanzi a una situazione che potrebbe diventare presto irreversibile: la massificazione delle produzioni, con conseguenti gravi minacce per l’ecosistema e per la salute dei consumatori, richiedono a chi lavora la terra una scelta precisa. Noi olivicoltori indipendenti – ha proseguito l’olivocoltore – sentiamo forte la necessità di tutelare la biodiversità, dando valore nella fattispecie alle quasi 600 cultivar di olive italiane, e dignità ai nostri oli extravergini che possiamo vantare, dopo anni di studi e investimenti, essere fra i migliori al mondo, un patrimonio gastronomico e salutistico inestimabile”.

Nel corso dell’appuntamento milanese, a cui ha partecipato anche il cantante Elio, è stato presentato il manifesto ufficiale dell’edizione 2024 del Mercato della Fivi, realizzato dal celebre illustratore e designer americano Steven Guarnaccia, ingaggiato grazie alla rinnovata collaborazione dei vignaioli indipendenti con Corraini Edizioni.