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Sui migranti trattenuti nel Cpr di Pozzallo la Cassazione manda gli atti alla Corte di giustizia europea

Sezione unite civili: si decida su garanzia finanziaria

Roma, 8 feb. (askanews) – Sospesi i procedimenti riguardo 10 migranti trattenuti nel Cpr di Pozzallo e trasmissione degli atti alla Corte di giustizia europea, affinchè si pronunci in via d’urgenza, in relazione alla garanzia finanziaria richiesta ai richiedenti asilo in Italia. La decisione è delle Sezioni Unite Civili della Cassazione che con una ordinanza interlocutoria hanno di fatto accolto la prospettazione della Procura generale. Gli ermellini sono intervenuti sulla base di un ricorso dell’Avvocatura dello Stato per il ministero dell’interno in relazione ai provvedimenti con cui il tribunale di Catania non convalidò i trattenimenti, disposti dal questore di Ragusa in applicazione del decreto Cutro. Le Sezioni unite civili della Cassazione hanno stabilito, in due “ordinanze interlocutorie”, riguardo i ricorsi in tema di immigrazione proposti dal ministero dell`interno hanno rimesso alla Corte di giustizia della Ue una “questione pregiudiziale” affinchè si decida sulle norme europee del 2013, e la garanzia finanziaria richiesta. Deve essere in misura fissa (4938 euro) oppure variabile “senza consentire alcun
adattamento dell’importo alla situazione individuale del richiedente”. In particolare gli ermellini spiegano “se gli articoli 8 e 9 della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale” insomma “ostino a una normativa di diritto interno che contempli, quale misura alternativa al trattenimento del richiedente (il quale non abbia consegnato il passaporto o altro documento equipollente), la prestazione di una garanzia finanziaria il cui ammontare è stabilito in misura fissa (nell`importo in unica soluzione determinato per l`anno 2023 in euro 4.938, da versare individualmente, mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa)”. Riguardo la garanzia finanziaria di 4938 euro che un richiedente asilo deve versare per evitare di essere trattenuto le Sezioni unite civili chiedono alla Corte di giustizia europea se può essere “in misura variabile” perché la
normativa non consente “alcun adattamento dell’importo alla situazione individuale del richiedente, né la possibilità di costituire la garanzia stessa mediante intervento di terzi, sia pure nell`ambito di forme di solidarietà familiare, così imponendo modalità suscettibili di ostacolare la fruizione della misura alternativa da parte di chi non disponga di risorse adeguate, nonché precludendo la adozione di una decisione
motivata che esamini e valuti caso per caso la ragionevolezza e la proporzionalità di una siffatta misura in relazione alla situazione del richiedente medesimo”.

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