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Uno studio sulle staminali apre prospettive sull’utilizzo in chirurgia ricostruttiva

Lo studio pubblicato nell’ultimo numero di Cell Trasplantation osserva i meccanismi utili alla rigenerazione dei tessuti, dopo aver isolato cellule staminali adulte prelevate dal tessuto adiposo di pazienti che hanno avuto un autotrapianto di lipoaspirato. Gli autori, dr.ssa Valentina Folgiero del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena, ricercatrice nel gruppo diretto dalla dr.ssa Rita Falcioni, in collaborazione con la dr.ssa Stefania Bucher, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto San Gallicano, confermano che le cellule staminali adulte purificate prelevate dal tessuto adiposo mantengono le loro caratteristiche di staminalità per un lungo periodo di coltura in vitro, per cui possono essere applicate per una terapia cellulare finalizzata all’incremento dell’efficienza del trapianto autologo di tessuto adiposo in tutti i casi di chirurgia conservativa o di ricostruzione tessutale dopo traumi, mastectomie, ulcere, radioterapia e interventi chirurgici di varia natura.

Lo studio pubblicato nell’ultimo numero di Cell Trasplantation osserva i meccanismi utili alla rigenerazione dei tessuti, dopo aver isolato cellule staminali adulte prelevate dal tessuto adiposo di pazienti che hanno avuto un autotrapianto di lipoaspirato. Gli autori, dr.ssa Valentina Folgiero del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena, ricercatrice nel gruppo diretto dalla dr.ssa Rita Falcioni, in collaborazione con la dr.ssa Stefania Bucher, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto San Gallicano, confermano che le cellule staminali adulte purificate prelevate dal tessuto adiposo mantengono le loro caratteristiche di staminalità per un lungo periodo di coltura in vitro, per cui possono essere applicate per una terapia cellulare finalizzata all’incremento dell’efficienza del trapianto autologo di tessuto adiposo in tutti i casi di chirurgia conservativa o di ricostruzione tessutale dopo traumi, mastectomie, ulcere, radioterapia e interventi chirurgici di varia natura. Le tecniche utilizzate nella medicina rigenerativa dei tessuti richiedono la possibilità di estrarre cellule staminali adulte in quantità elevate. Infatti le cellule staminali adulte contribuiscono in modo significativo alla rivascolarizzazione del tessuto, alla rigenerazione ed alla funzione dell’organo.  Negli USA almeno 400.000 persone l’anno sono trattate con autotrapianto di tessuto adiposo. In chirurgia plastica la tecnica è considerata semplice e sicura e l’uso di cellule staminali derivate da tessuto adiposo potrebbe accelerare i risultati estetici e aumentare la qualità di vita dei pazienti. “L’obiettivo del nostro studio – spiega la dott.ssa Rita Falcioni – è stato comprendere come incrementare la rigenerazione del tessuto tolto dopo intervento chirurgico al fine di rigenerare l’epitelio sovrastante.”
Le cellule staminali adulte derivate da tessuto adiposo sono state isolate e purificate da  grasso aspirato di 15 pazienti trattati tramite autotrapianto di tessuto adiposo dopo mastectocomia o quadrantectomia. Le cellule staminali derivate da questi tessuti sono state caratterizzate per l’espressione dei markers di staminalità (CD) e per la loro capacità di differenziare in tessuto adiposo in coltura in vitro a breve e lungo termine. “Abbiamo dimostrato – prosegue la Falcioni – che le cellule staminali adulte ottenute dal tessuto adiposo esprimono alti livelli di markers di staminalità e che questi si mantengono agli stessi livelli di espressione per almeno 3 mesi. Abbiamo quindi analizzato la loro capacità di differenziare a breve e lungo termine di coltura in vitro e abbiamo osservato  che le cellule staminali adipose adulte sono in grado di differenziare in adipociti anche dopo 3 mesi di coltura in vitro confermando l’ ipotesi che queste cellule mantengono tutte le caratteristiche di staminalità anche in coltura a lungo termine.
Lo studio ha anche messo in evidenza che il numero di cellule staminali purificate è indipendente dalla quantità di tessuto adiposo prelevato e dall’età delle pazienti.
Inoltre si è  dimostrato per la prima volta che p63, uno dei membri della famiglia di p53, gioca un ruolo importante nel differenziamento adipocitario.
 
Oltre i tre mesi di coltura in vitro, si è osservato che le cellule staminali adipose non sono più proliferanti e non vanno in senescenza indicando che sono in attesa di differenziare qualora venissero spinte a farlo con lo stimolo adeguato.   
“Questi dati – sottolinea la Dott.ssa Stefania Bucher – su cellule staminali adulte purificate da grasso suggeriscono una possibile applicazione più ampia della terapia cellulare in chirurgia con l’obiettivo di aumentare i risultati estetici e la qualità di vita dei pazienti”.
Sulla stessa rivista Cell Transplantation è presente un altro articolo sul tema ed entrambi mettono in risalto le potenzialità che le cellule staminali adulte derivate dal tessuto adiposo possiedono per scopi terapeutici e “sarà di grande interesse verificare lo sviluppo dell’uso di queste cellule nelle pratica clinica” ha commentato il Prof. Paul Sanberg, co-editor in chief e direttore esecutivo  del Centro di Eccellenza per l’invecchiamento e il riparo dei danni neurologici dell’Università South Florida.
“Grazie ai finanziamenti di AIRC e del New Idea Award (bando di assegnazione fondi del Ministero della Salute proprio dell’IRE) proseguiremo su tale strada”, assicurano i Direttori Scientifici Prof.ssa Paola Muti (IRE) e Prof. Aldo Di Carlo (ISG).