Boom di ascolti per la “comicità terrona” di Made in Sud. Ritorna in prima serata e sbanca tutti.
12 Novembre 2013
Dimenticare Torino!
15 Novembre 2013

Tifone Hayan, partono gli aiuti per le Filippine

Dopo il disastro causato dal passaggio del tifone Hayan sulle Filippine, l’Onu ha iniziato la mobilitazione per i soccorsi internazionali, chiedendo 301 milioni di dollari di aiuti nei prossimi sei mesi per assistere le popolazioni colpite. «Con il governo filippino abbiamo appena messo a punto un piano d’azione focalizzato su cibo, salute, rifugi, rimozione dei detriti e anche protezione dei più vulnerabili e spero ardentemente che i nostri donatori saranno generosi», ha annunciato da Manila Valerie Amos, sottosegretario generale per gli Affari Umanitari dell’Onu, che ha poi affermato come la situazione sia incerta, tanto che ancora non si conosce con precisione il numero delle vittime. Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council, le famiglie colpite sono 944.586, pari a 4,28 milioni di persone. Il governo delle Filippine, intanto, ha annunciato oggi il coprifuoco notturno e l’invio di veicoli blindati nella città di Tacloban, dove più di 10.000 persone sono morte, dal momento che si sta concretizzando il pericolo dello sciacallaggio e dei saccheggi, iniziati già nelle ore immediatamente successive alla catastrofe. Nella stessa Tacloban, dopo il passaggio del tifone, alcuni dei sopravvissuti hanno attaccato i convogli con i primi aiuti e saccheggiato le attività commerciali ancora in piedi, e addirittura sono sorti gruppi armati alla ricerca di merce di ogni genere da rubare. «Quattro veicoli blindati sono già operativi in città», ha detto il ministro dell’Interno Mar Roxas. «Centinaia di soldati e di agenti di polizia si trovano sul posto. Li faremo circolare maggiormente in città per mostrare alla gente, in particolare alle persone che hanno cattive intenzioni, che le autorità sono tornate.

Dopo il disastro causato dal passaggio del tifone Hayan sulle Filippine, l’Onu ha iniziato la mobilitazione per i soccorsi internazionali, chiedendo 301 milioni di dollari di aiuti nei prossimi sei mesi per assistere le popolazioni colpite. «Con il governo filippino abbiamo appena messo a punto un piano d’azione focalizzato su cibo, salute, rifugi, rimozione dei detriti e anche protezione dei più vulnerabili e spero ardentemente che i nostri donatori saranno generosi», ha annunciato da Manila Valerie Amos, sottosegretario generale per gli Affari Umanitari dell’Onu, che ha poi affermato come la situazione sia incerta, tanto che ancora non si conosce con precisione il numero delle vittime. Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council, le famiglie colpite sono 944.586, pari a 4,28 milioni di persone. Il governo delle Filippine, intanto, ha annunciato oggi il coprifuoco notturno e l’invio di veicoli blindati nella città di Tacloban, dove più di 10.000 persone sono morte, dal momento che si sta concretizzando il pericolo dello sciacallaggio e dei saccheggi, iniziati già nelle ore immediatamente successive alla catastrofe. Nella stessa Tacloban, dopo il passaggio del tifone, alcuni dei sopravvissuti hanno attaccato i convogli con i primi aiuti e saccheggiato le attività commerciali ancora in piedi, e addirittura sono sorti gruppi armati alla ricerca di merce di ogni genere da rubare. «Quattro veicoli blindati sono già operativi in città», ha detto il ministro dell’Interno Mar Roxas. «Centinaia di soldati e di agenti di polizia si trovano sul posto. Li faremo circolare maggiormente in città per mostrare alla gente, in particolare alle persone che hanno cattive intenzioni, che le autorità sono tornate. La presenza di agenti, di soldati e di forze del governo migliorerà senza alcun dubbio le cose, ma ciò non potrà avere luogo in una notte. Il governo, inoltre, imporrà il coprifuoco dalle 22 della sera alle 6 del mattino: questo è uno strumento che utilizzeremo per ridurre al minimo i saccheggi e i furti con scasso. Sappiamo che alcune persone non possono più rientrare a casa, ma il coprifuoco è più efficace contro le bande di ladri in città». Intanto alcune navi da guerra, 6 americane e una britannica, sono state inviate nell’arcipelago con aiuti umanitari: la portaerei americana Uss George Washington, che ha a bordo 5000 marinai e più di 50 aerei, dovrebbe arrivare nelle Filippine nelle prossime 48 ore insieme ad altre 5 navi, mentre la Gran Bretagna ha inviato una nave da guerra con attrezzatura per produrre acqua potabile da quella marina e un Boeing C-17 militare da trasporto.
Il fenomeno è stato reso più drammatico dal fatto che si è verificato all’inizio della stagione principale di semina del riso e, come riportato dalla Fao, si stima che più di 1 milione di coltivatori siano stati colpiti dalla distruzione dei campi di riso e delle palme da cocco; le comunità di pescatori, invece, hanno perso attrezzature e barche. L’agenzia delle Nazioni Unite afferma di aver inviato il suo personale e un milione di dollari per le esigenze immediate degli agricoltori, tra cui semi e fertilizzanti, e che 24 milioni di dollari saranno richiesti per altre esigenze, inclusa la ricostruzione di strutture per l’irrigazione. A soccorritori e aiuti si unisce anche Google, che collabora alle ricerche dei dispersi. Come già successo in occasione di disastri naturali, da Haiti al Giappone, Google ha attivato un motore di ricerca accessibile a tutti coloro che hanno o che cercano notizie su persone scomparse e una mappa aggiornata dei rifugi e centri di comando. Sul sito http://www.google.org/crisisresponse/2013-yolanda.html si può digitare il nome della persona da cercare o inserire informazioni su qualcuno. Google mette a disposizione anche le fonti locali di informazione, i link ai siti della Croce Rossa filippina e dell’Unicef per effettuare donazioni.

Giuseppe Grasso

Comments are closed.