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Terra dei fuochi, in arrivo la mappa dei siti inquinati

Sarebbe al vaglio del Parlamento una legge speciale per la mappatura dei siti inquinati, la chiusura dei campi contaminati, la tracciatura dei prodotti e un piano d’urgenza di bonifiche, oltre ad un inasprimento della lotta alle infiltrazioni camorristiche nello smaltimento dei rifiuti. Questo è quanto affermato dal presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, durante il suo incontro con don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano simbolo della lotta alle mafie: «Il provvedimento sarà uno dei primi argomenti ad essere affrontati immediatamente dopo la legge di stabilità; il Parlamento, come si sa, non può operare dal punto di vista legislativo in vigilanza di legge di stabilità, ma immediatamente dopo.

Sarebbe al vaglio del Parlamento una legge speciale per la mappatura dei siti inquinati, la chiusura dei campi contaminati, la tracciatura dei prodotti e un piano d’urgenza di bonifiche, oltre ad un inasprimento della lotta alle infiltrazioni camorristiche nello smaltimento dei rifiuti. Questo è quanto affermato dal presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, durante il suo incontro con don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano simbolo della lotta alle mafie: «Il provvedimento sarà uno dei primi argomenti ad essere affrontati immediatamente dopo la legge di stabilità; il Parlamento, come si sa, non può operare dal punto di vista legislativo in vigilanza di legge di stabilità, ma immediatamente dopo. Questo sarà uno dei temi affrontati. Non so se si tratterà di una legge speciale interamente dedicata alla questione o più in generale dedicata alla questione inquinamento e bonifiche in Campania. Quello che sappiamo è che oggi, qui, abbiamo il dovere di immaginare un percorso. I fondi saranno reperiti dai beni confiscati alla camorra. Se sarà fatto un provvedimento legislativo ad hoc sulla Terra dei fuochi non sarà un contenitore vuoto o un’accozzaglia di grida che non abbiano un ristoro economico, bisogna andare a trovare il ristoro economico individuando quelli che possono essere i fondi di finanziamento, come ad esempio un finanziamento che utilizzi parte delle risorse che provengono dal Fondo Unico Giustizia mettendo in un unico fondo le somme e i proventi che provengono dai sequestri e dalle confische dei beni delle famiglie della criminalità organizzata. Questi fondi sono destinati normalmente per ristorare innanzitutto coloro i quali hanno subito dei danni da parte delle organizzazioni criminali e sicuramente se consideriamo la totalità o una parte di questo danno ambientale proveniente dalla criminalità organizzata mi sembra logico che una parte dei fondi possano venire dal fondo unico giustizia».

Giuseppe Grasso

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