Barbera (Solidarietà e Cooperazione Cipsi): “Le anziane donne dell’Africa pongono la vita al centro di tutto, mettendo al servizio della propria comunità i loro saperi”.
30 settembre 2011
“TiSposo…”: Dal 15 al 22 ottobre ad Ercolano vip e stilisti per la festa del matrimonio
3 ottobre 2011

Stefano Benni e “La traccia dell’angelo”

Visionario, surreale, Stefano Benni, nel suo primo romanzo pubblicato con Sellerio ci porta verso 'La traccia dell'angelo', in un mondo sospeso fra le smorfie della vita e i misteri della morte. Morfeo, bambino negli anni Cinquanta, fissa incantato l'immagine di un angelo con le ali d'argento sul puntale dell'albero di Natale. E' contento e inconsapevole della morte che "nell'età meravigliosa dell'infanzia non parla e non si fa vedere". Per poi mostrarsi, quando meno te lo aspetti.

Visionario, surreale, Stefano Benni, nel suo primo romanzo pubblicato con Sellerio ci porta verso ‘La traccia dell’angelo’, in un mondo sospeso fra le smorfie della vita e i misteri della morte. Morfeo, bambino negli anni Cinquanta, fissa incantato l’immagine di un angelo con le ali d’argento sul puntale dell’albero di Natale. E’ contento e inconsapevole della morte che “nell’età meravigliosa dell’infanzia non parla e non si fa vedere”. Per poi mostrarsi, quando meno te lo aspetti.

Quando, seduto sotto una finestra, mentre fuori nevica e la famiglia è riunita sotto l’albero, Morfeo non può far altro che prendersi in mezzo alla testa una persiana che si stacca all’improvviso piombando su di lui. Il trauma lo lascia sospeso tra questo e l’altro mondo. “Non era ancora morte. Era un paese straniero, era un bisbiglio di fantasma, era un doloroso stupore” racconta l’autore. “L’unico modo per non temere la morte è non pensarla e non crederle. Voltarle le spalle, anche se lei è ovunque, e non puoi voltare le spalle a ciò che è ovunque”. Così si apre il libro in cui seguiamo il percorso di Morfeo dall’incidente agli anni futuri in balia dei farmaci, “di quel dominio chimico”. Una lunga lista di psicofarmaci prescritti per una presunta epilessia che non gli impedisce di diventare scrittore e di avere un amatissimo figlio, Pino, detto il Principino. Ma la malattia è sempre presente e con essa il dolore che sospende il racconto fra il sogno e il delirio. Una dimensione alterata in cui tutti siamo immersi senza accorgercene e che mostra le atrocità del potere. Il cinico affarismo dell’industria delle cure e dei farmaci si mostra in tutto il suo splendore di vanità, incompetenza e dominio che diventa metafora di tutti i domini del mondo. Così, i “padroni del mercato delle medicine” spendono per la ricerca “metà di quello che guadagnano”. Morfeo combatte una battaglia, fra medici che già nei nomi mostrano la loro natura, dottor Poiana, dottor Ossicino, personaggi comici e creature grottesche in un mondo di infinite visioni reali e deformate, in una lotta tra angeli ribelli e dominio celestiale dove le storie devono sempre continuare.

 

Maria Colorito

Comments are closed.