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Sono gli insetti il cibo del futuro

Sono ormai molti anni che la comunità internazionale sta cercando nuove fonti di cibo, vista la crescita che ancora prosegue della popolazione umana (che nel 2050 dovrebbe arrivare a 9 miliardi), ma in pochi si sarebbero aspettati che addirittura l’Onu, stando a dei recenti studi, avrebbe consigliato di introdurre insetti nella dieta. A quanto sembra, il loro consumo avviene ormai stabilmente in molti Paesi del mondo: sono 89 i paesi “entomofagi”, principalmente di Asia, Africa ed America, per un totale di 1.900 specie abitualmente consumate e addirittura molto ricercate dai palati più esigenti.

Sono ormai molti anni che la comunità internazionale sta cercando nuove fonti di cibo, vista la crescita che ancora prosegue della popolazione umana (che nel 2050 dovrebbe arrivare a 9 miliardi), ma in pochi si sarebbero aspettati che addirittura l’Onu, stando a dei recenti studi, avrebbe consigliato di introdurre insetti nella dieta. A quanto sembra, il loro consumo avviene ormai stabilmente in molti Paesi del mondo: sono 89 i paesi “entomofagi”, principalmente di Asia, Africa ed America, per un totale di 1.900 specie abitualmente consumate e addirittura molto ricercate dai palati più esigenti. Pare infatti che abbiano un buon sapore, soprattutto dolciastro, paragonabile a quello di molte sostanze vegetali a noi tutti noti, come spezie, frutta e verdura; inoltre sono ricchi di nutrienti (soprattutto proteine e sali minerali) e proprio per questo alcuni governi hanno addirittura incoraggiato il consumo di questi animali da parte della popolazione, per combattere la malnutrizione, e a quanto sembra i risultati sono stati buoni. Ma c’è dell’altro: il loro allevamento è estremamente conveniente, sia dal punto di vista economico (è evidente che sfamare un insetto non rappresenta un onere molto impegnativo) ed ecologico, essendo questa attività ad impatto nullo sull’ambiente. «Dobbiamo sempre essere alla ricerca di nuove tecnologie e di nuove fonti nutrizionali. E’ un problema non solo appartenente ai Paesi in via di sviluppo, ma a tutta l’umanità. Una delle possibilità per risolvere questo problema è l’impiego degli insetti nella dieta umana» spiega Viktor Tutelyan, direttore dell’Istituto di Nutrizione dell’Accademia Russa delle Scienze. «Hanno le stesse proteine e gli stessi amminoacidi, grassi e carboidrati di molti alimenti che mangiamo da sempre. Per noi è importante assumerne la quantità richiesta dall’organismo, ed è indifferente la fonte da cui assumere questi elementi. Fino ad una trentina di anni fa non ci cibavamo di frutti di mare, ma ora li mangiamo volentieri». E prosegue: «Perché gli insetti sono un importante fonte nutrizionale? Si moltiplicano rapidamente, la moderna tecnologia permette di trasformarli in masse insapori contenenti proteine e carboidrati. Possono essere utilizzati come condimento in alcuni piatti, aggiungendo degli aromi, come facciamo ora con i piatti a base di carne e di pesce».

Giuseppe Grasso

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