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Referendum, la Lear di Caivano dice no a Marchionne e alle ambiguità sindacali

La Lear,  leader nel settore ricambi per auto e moto è un'azienda multinazionale con oltre 90mila dipendenti sparsi in 35 nazioni. E' produttrice di sedili per i modelli dei marchi del gruppo Fiat. Il 21 settembre scorso alla Lear Corporation di Caivano (NA), fornitrice dei sedili per la Panda, è stata sottoscritta un'intesa unitaria FIM-FIOM.-UILM-FISMIC-RSU, che sostanzialmente accoglieva la direzione di fondo del progetto autoritario di Marchionne. Veniva chiesto alla azienda di adeguarsi al modello contrattuale dell'accordo separato di Pomigliano, il primo di “Fabbrica Italia” di Marchionne.

La Lear,  leader nel settore ricambi per auto e moto è un’azienda multinazionale con oltre 90mila dipendenti sparsi in 35 nazioni. E’ produttrice di sedili per i modelli dei marchi del gruppo Fiat. Il 21 settembre scorso alla Lear Corporation di Caivano (NA), fornitrice dei sedili per la Panda, è stata sottoscritta un’intesa unitaria FIM-FIOM.-UILM-FISMIC-RSU, che sostanzialmente accoglieva la direzione di fondo del progetto autoritario di Marchionne. Veniva chiesto alla azienda di adeguarsi al modello contrattuale dell’accordo separato di Pomigliano, il primo di “Fabbrica Italia” di Marchionne.
L’apparente prossimità sindacale delle due fabbriche sicuramente ha beffato molti vaticinanti. Invece, lo scenario tra l’azienda produttrice di sedili e l’azienda destinataria di questi, è diverso, in quanto nella prima  le uniche organizzazioni ad avere una rappresentanza sindacale sono lo Slai Cobas e la Fiom. E da tempo  lo Slai Cobas era in rottura rispetto alle segreterie provinciali di Fim, Fiom, Fismic e Uilm. Con 107 votanti e una nulla, il NO si afferma per 54 voti. Le tute blù dal canto loro avanzano la richiesta di rivedere più punti dell’accordo. Nella fattispecie gli operai hanno respinto :il taglio delle pause,l’ orario di lavoro su 18 turni, in deroga a quanto previsto sui riposi dalla legge 66 dell’aprile 2003 e dal Contratto nazionale dei metalmeccanici; penalizzazione pesante delle ore di assenza – comprese quelle per i congedi parentali previsti dalla legge 104 e per scioperi non proclamati – attraverso un premio di presenza; aumento a 120 ore dello straordinario comandato, in deroga a quanto previsto dal Contratto stesso; possibile comando dello straordinario nelle mezze ore destinate alla refezione, che vengono comunque spostate tutte a fine turno. Limitazione della libertà di sciopero.. Il commento di Franco  Percuoco, delegato FIOM è stato “Ora si provvederà al ritiro della firma e si riaprirà la trattativa”. Ben altro entusiasmo per la vittoria incassata dallo SLAI COBAS, che per bocca di Vittorio Granillo del coordinamento nazionale fa sapere “Altro che piano-Marchionne, è questo referendum che farà scuola. Non viene accettato l’accordo attuato al Vico di Pomigliano, la riduzione delle pause, la mensa spostata a fine turno, e la clausola di raffreddamento di funzione antisciopero, oltre alle deroghe in materia di orario di lavoro, straordinario e riposi compensativi. Il nostro sindacato è stato il solo a chiedere un ‘no’ al referendum, e gli operai hanno dato una lezione di democrazia rendendo più forti tutti sia nelle fabbriche che nella società”.

Michela Salomone

 

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