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Questi sono i 40

Dopo anni di matrimonio, Pete vive in casa con la moglie Debbie, e le loro due figlie, Charlotte di otto anni e Sadie di 13: quando la situazione economica comincia a vacillare a causa delle cattive acque in cui naviga la sua etichetta discografica, Pete e Debbie cercano il modo migliore per sopravvivere e godersi il resto della loro vita... prima che si uccidano a vicenda!
Sequel del bel Molto incinta (2007) ancora firmato da Judd Apatow. In realtà non è proprio un sequel questo quarto film del regista newyorchese di “40 anni vergine” ma una sorta di spin-off con protagonista la coppia formata dai bravi Paul Rudd e Leslie Mann che nel film del 2007 interpretavano rispettivamente cognato e sorella della protagonista, Katherine Heigl, alle prese con una gravidanza non proprio desiderata.

Dopo anni di matrimonio, Pete vive in casa con la moglie Debbie, e le loro due figlie, Charlotte di otto anni e Sadie di 13: quando la situazione economica comincia a vacillare a causa delle cattive acque in cui naviga la sua etichetta discografica, Pete e Debbie cercano il modo migliore per sopravvivere e godersi il resto della loro vita… prima che si uccidano a vicenda!
Sequel del bel Molto incinta (2007) ancora firmato da Judd Apatow. In realtà non è proprio un sequel questo quarto film del regista newyorchese di “40 anni vergine” ma una sorta di spin-off con protagonista la coppia formata dai bravi Paul Rudd e Leslie Mann che nel film del 2007 interpretavano rispettivamente cognato e sorella della protagonista, Katherine Heigl, alle prese con una gravidanza non proprio desiderata.
il regista americano, in questo film, mette a fuoco i tanti problemi di una famiglia ma con intelligenza pone anche un punto di svolta positiva attraverso il recupero del rapporto con i nonni, vero centro affettivo mancato, come dire che la vocazione alla famiglia ma anche i guai, la paura di non farcela e il terrore di essere soli passano di padre in figlio, di generazione in generazione. Solo dopo una riconciliazione vera e sincera con chi doveva esserci e invece è scappato, è possibile ripartire, ancora una volta e insieme come ben sottolinea il finale, privo di volgarità e sconcezze e con al centro, semplicemente, una mamma, un papà e il desiderio di essere felici.
Il vero difetto di “Questi sono i 40” è la lunghezza: qualche taglio qua e là alle oltre due ore di durata avrebbe forse giovato alla pellicola, dandole un ritmo un po’ più serrato senza perdere troppi dettagli della trama. Anche perché dobbiamo dire che la storia raccontata non brilla particolarmente per originalità, presentandosi in alcuni casi come se fosse una sitcom all’americana con classici episodi da venti minuti legati l’uno all’altro, con alcuni buchi senza una risposta apparente. Comunque sia, l’importante per una commedia è riuscire a far ridere, e in “Questi sono i 40” si ride.

Margherita Diurno

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