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“La caduta dei giganti”: il “secolo breve” secondo Ken Follett

Il 'secolo breve' di Follett è una trilogia e il libro in uscita in questi giorni è il primo volume di una cavalcata su cento anni decisivi. Una tris di romanzi che, almeno a giudicare dal primo libro, mescola abilmente 'grande' storia con vicende di tutti i giorni. Follett - instancabile produttore di best seller ed è di questi giorni l'arrivo sul piccolo schermo della serie tratta dal suo libro 'I pilastri della Terra' - intreccia i destini di cinque famiglie attraverso due continenti (il vecchio e il nuovo) sullo sfondo degli avvenimenti che precedono e si svolgono durante la Prima Guerra mondiale e la Rivoluzione russa.

Il ‘secolo breve’ di Follett è una trilogia e il libro in uscita in questi giorni è il primo volume di una cavalcata su cento anni decisivi. Una tris di romanzi che, almeno a giudicare dal primo libro, mescola abilmente ‘grande’ storia con vicende di tutti i giorni. Follett – instancabile produttore di best seller ed è di questi giorni l’arrivo sul piccolo schermo della serie tratta dal suo libro ‘I pilastri della Terra’ – intreccia i destini di cinque famiglie attraverso due continenti (il vecchio e il nuovo) sullo sfondo degli avvenimenti che precedono e si svolgono durante la Prima Guerra mondiale e la Rivoluzione russa. La data di inizio è il 1911: quel giorno due avvenimenti lontani tra loro danno il via al plot. Da una parte, Giorgio V diventa re nell’abbazia di Westminster, dall’altra, Billy Williams compie 13 anni e scende per la prima volta in una miniera del Galles. La sua famiglia è legata, per amore e inimicizia, a quella degli aristocratici Fitzherbert, proprietari della miniera. E lady Fitzherbert si innamora di Walter von Ulrich, spia tedesca dell’ambasciata Usa a Londra. Le loro strade si uniscono a quella di Gus Dewar, giovane assistente del presidente Wilson. Ed è proprio in America che i fratelli russi Grigorij e Lev Peskov progettano di emigrare, ostacolati però dalla guerra e dalla rivoluzione. E l’intreccio di queste storie, unite a fatti reali e personaggi storici, a dare sostanza al lavoro di Follett in maniera tale da farlo sembrare assai verosimile. Del resto è l’autore stesso a rivelare la regola che ha seguito nella stesura del romanzo: “o la scena è avvenuta davvero o potrebbe essere avvenuta; o quelle parole sono state dette o potrebbero esserlo state. E se scopro qualche ragione per cui la scena non sarebbe potuta avvenire nella realtà, o quelle parole non avrebbero mai potuto essere dette – se per esempio il personaggio storico in quel particolare momento si trovava in un altro paese, – allora elimino tutto”. Un metodo dunque che si avvicina alla possibile realtà. Tuttavia conta poco, Follett – che ha iniziato da giornalista – mette di fronte al lettore uno scenario plausibile per descrivere la sua interpretazione del ‘secolo breve’. Lo fa da scrittore che conosce le regole del tenere alto l’interesse del lettore e in questo – a partire dal successo della ‘Cruna dell’agò nel 1978 – raramente sbaglia.

Maria Colorito