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Oggi vertice di maggioranza senza finiani

Oggi ci sara’ un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli ma senza i finiani. La riunione servira’ a limare la risoluzione che verra’ proposta al voto delle Camere dopo il dibattito sulle comunicazioni del premier Silvio Berlusconi. Il documento dovrebbe articolare i cinque punti programmatici ritenuti prioritari dal presidente del Consiglio (giustizia, federalismo, immigrazione, Mezzogiorno e sicurezza). Il governo non chiedera’ un voto di fiducia, a differenza di quanto annunciato nelle scorse settimane. La scelta tecnica del pronunciamento del Parlamento su una risoluzione programmatica ha l’obiettivo di allargare i confini dell’attuale maggioranza senza rendere indispensabile l’apporto dei finiani. Futuro e liberta’ aveva auspicato una riunione congiunta della maggioranza in vista del discorso che Berlusconi terra’ domani alla Camera e dopodomani al Senato. ”Non e’ un vecchio rito della prima Repubblica, ma un sacro rito della democrazia”, ribadisce Italo Bocchino, capogruppo di Fli a Montecitorio. Partecipando alla trasmissione televisiva ”Porta a Porta”, aveva inoltre precisato: ”Berlusconi deve decidere se la risoluzione e’ frutto di un asse con Bossi o di un vertice della maggioranza parlamentare”. Pdl e Lega non sembrano intenzionati a raccogliere la richiesta di Bocchino che equivarrebbe a riconoscere il ruolo dei finiani come terza gamba della maggioranza. Franco Frattini, ministro degli Esteri, ha definito ”riti della vecchia politica” l’invito venuto dal capogruppo dei finiani. La porta chiusa di Palazzo Grazioli potrebbe indurre Fli ad astenersi sulla risoluzione che verra’ messa ai voti dalla maggioranza, anche se la decisione definitiva verra’ presa solo dopo aver ascoltato le parole del presidente del Consiglio. La linea illustrata da Bocchino non convince pero’ tutti i parlamentari di Fli. Mario Baldassari, Roberto Menia, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli hanno diffuso un comunicato congiunto: ”Assistiamo, ancora una volta, a esternazioni che lasciano perplessi. E’ bene allora precisare che le dichiarazioni e le valutazioni espresse da taluni esponenti di Fli rappresentano personali prese di posizione, trattandosi di scelte non preventivamente discusse e decise nell’ambito dei rispettivi gruppi parlamentari”. Berlusconi e il Pdl contano sulle divisioni tra i finiani per avere il via libera della Camera sul documento che verra’ messo ai voti. L’obiettivo del premier resta quello di ottenere 316 voti a favore senza quelli determinanti di Fli, in modo da dimostrare che questo gruppo non e’ indispensabile per il prosieguo della legislatura. Il tema principale sui cui si lavora nella stesura della risoluzione resta la riforma della giustizia. I finiani sono disposti a votare una nuova versione del Lodo Alfano inserito in una riforma costituzionale (si prevede che occorra almeno un anno per concludere l’iter parlamentare di questa riforma). Ma da parte loro resta l’opposizione al processo breve o ad altre soluzioni legislative per garantire la non processabilita’ del presidente del Consiglio e delle altre alte cariche dello Stato nel periodo in cui esercitano le loro funzioni elettive. Su questo punto attacca Pier Luigi Bersani, segretario del Pd: ”Dalle parole dell’avvocato Ghedini e del ministro Alfano si capisce benissimo quale, tra i cinque punti di programma di cui parlera’ il presidente del Consiglio, sia quello fondamentale e che piu’ interessa a Berlusconi e al Pdl. Inutile che usino tanti giri di parole, che si citino le grandi riforme, che si mettano insieme tutti gli altri punti: da mesi il Paese e’ bloccato attorno al problema personale del capo del governo”. Per Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera: ”La richiesta dei finiani di partecipare a un vertice di maggioranza prima dell’intervento di Berlusconi in Aula ha tutta l’aria di essere una resa del presidente della Camera. Su legalita’ e questione morale non serve alcun vertice”. Pier Ferdinando Casini conferma la posizione dell’Udc: ”Berlusconi deve riconoscere che questa maggioranza e’ fallita e dimettersi”. Francesco Rutelli, Api, annuncia la presentazione di una risoluzione ”incentrata sui temi economici che sono la vera priorita’ del paese”.