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Oggi al Senato il vertice di maggioranza chiesto dalla Lega

C'e' attesa per il vertice dei capigruppo parlamentari di maggioranza convocato per oggi al Senato e chiesto dalla Lega. Per la prima volta vi partecipano anche i finiani che ieri hanno costituito il comitato promotore del loro nuovo partito. Fabrizio Cicchitto mette in evidenza la necessita' di concordare un calendario parlamentare ''per passare dalla teoria alla pratica e tradurre il voto di fiducia in sostegno ai provvedimenti che il governo presenta''.

C’e’ attesa per il vertice dei capigruppo parlamentari di maggioranza convocato per oggi al Senato e chiesto dalla Lega. Per la prima volta vi partecipano anche i finiani che ieri hanno costituito il comitato promotore del loro nuovo partito. Fabrizio Cicchitto mette in evidenza la necessita’ di concordare un calendario parlamentare ”per passare dalla teoria alla pratica e tradurre il voto di fiducia in sostegno ai provvedimenti che il governo presenta”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera avverte: ”Non sono possibili due maggioranze, una sul governo e l’altra sulla legge elettorale. Con la Lega siamo d’accordo che occorre andare avanti sul percorso indicato da Berlusconi”. L’annotazione polemica e’ rivolta a Fli, il cui capogruppo Italo Bocchino ha reso noto la disponibilita’ dei finiani a varare una nuova legge elettorale sulla quale potrebbe coagularsi una maggioranza diversa da quella di governo sia alla Camera sia al Senato. Un gruppo di lavoro formato da esponenti di Pd, Udc e Fli sta infatti lavorando alacremente alla proposta condivisa di una nuova legge elettorale. I tempi del confronto potrebbero accelerarsi di colpo. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, raccogliendo una sollecitazione venuta nell’ultima riunione dei capigruppo di Montecitorio venuta da Pier Ferdinando Casini e Dario Franceschini, ha inviato una lettera al presidente della commissione Affari costituzionali Donato Bruno sollecitandolo a incardinare nei lavori della commissione il dibattito sulla legge elettorale. La successiva decisione di discuterne in Aula potrebbe essere presa a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo. Pdl e Lega hanno gia’ messo le mani avanti: la riforma delle regole elettorali non e’ tra le priorita’ del governo e non compare nel programma elettorale del centrodestra. Lo stesso premier Silvio Berlusconi teme che l’eventuale accordo trasversale sulla legge elettorale possa nascondere l’idea di dar vita a una nuova maggioranza (il tanto temuto ”ribaltone”) che metterebbe nell’angolo Pdl e Carroccio. Tra le file del Pdl c’e’ pero’ l’avvertimento del senatore Beppe Pisanu, presidente della commissione Antimafia: ”Chi parla di voto anticipato scherza col fuoco, nessun interesse particolare potrebbe giustificare un simile disastro”. Questa dichiarazione e’ stata interpretata da Berlusconi come la possibilita’ che un gruppo di senatori del Pdl, d’accordo con Pisanu, potrebbe sostenere un governo tecnico per evitare le elezioni in primavera. Il segretario Pier Luigi Bersani chiarisce la posizione del Pd: ”Sulle regole non si stabilisce una maggioranza di governo ma una maggioranza parlamentare. Sara’ il Parlamento a decidere”. Oltre a reintrodurre la preferenza a disposizione dell’elettore, la bozza di nuova legge elettorale su cui si e’ avviato il confronto prevederebbe un mix tra proporzionale e maggioritario. Secondo le indiscrezioni si lavorerebbe al ritorno al cosiddetto ”mattarellum”, la legge in vigore prima dell’ultima riforma che ha cancellato le preferenze e stabilito il premio di maggioranza per il partito o la coalizione che ottiene piu’ voti. In questo modo si otterrebbe la mediazione tra la posizione dell’Udc, favorevole al modello tedesco (proporzionale piu’ soglia di sbarramento al 4%) e quelle di Pd e Fli. Segnali di disponibilita’ a un accordo vengono anche dall’Idv. Pdl e Lega sono fermamente contrari a ogni ipotesi di riforma elettorale e vorrebbero affrontare il possibile voto anticipato con la legge attualmente in vigore. Berlusconi ha gia’ messo in moto la macchina organizzativa del partito con l’obiettivo – come annunciato nel discorso di domenica scorsa a Milano – di 61 mila ”team della liberta”’ che dovranno ”presidiare il territorio, illustrare e spiegare le cose buone realizzate dal governo, controllare le operazioni di voto ai seggi”. Ne ha discusso ieri in un vertice del Pdl a Palazzo Grazioli. E’ stata disinnestata invece un’altra polemica interna alla maggioranza, quella relativa a un possibile ricambio delle presidente delle commissioni parlamentari. Per evitare le reazioni negative di Fli, la finiana Giulia Bongiorno restera’ alla presidenza della Commissione giustizia di Montecitorio. Confermato presidente della Commissione lavoro della Camera anche il finiano Silvano Moffa.