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Nobel per la medicina, il premio va a tre biologi

Sono due americani ed un tedesco i vincitori di quest’anno del premio Nobel per la medicina: Randy Wayne Schekman, James Rothman e Thomas Südhof. I tre ricercatori si sono aggiudicati il riconoscimento per i loro studi sul trasporto cellulare di molecole, ovvero come le cellule si appropriano dei materiali di cui hanno bisogno e si liberano degli scarti.

Schekman, 65 anni, lavora come biologo cellulare americano presso la Berkeley University della California; ex caporedattore di “Proceedings of National Academy of Sciences”, ha condotto lunghi studi sul processo di assemblaggio della membrana e sul traffico vescicolare nelle cellule eucariote (per i profani, la membrana è il rivestimento esterno delle cellule, da cui si distaccano alcune parti, le vescicole, che inglobano le molecole per trasportarle dentro o fuori la cellula; le cellule eucariote, come le nostre, invece sono quelle al cui interno il nucleo, in cui si trova il DNA, è isolato dal resto della cellula tramite una membrana chiamata involucro cellulare). Nel 2002 ha ricevuto il premio Albert Lasker per la ricerca medica di base e il Louisa Gross Horwitz della Columbia University insieme a Rothman proprio per la loro scoperta del traffico della membrana cellulare. Dal 2013 è membro straniero della Royal Society.
Rothman, 63 anni, studia le vescicole cellulari dalla fine degli anni ’70, a Stanford, e dal partire dal 2008 insegna biologia cellulare e scienze biomediche a Yale, lavorando in precedenza a Stanford, Princeton, nel Memorial Sloan-Kettering Cancer Institute e nella Columbia University. È membro della National Academy of Sciences.
Thomas C. Südhof, 58 anni, è un biochimico noto per i sui studi sulle sinapsi (i collegamenti tra i neuroni, le cellule cerebrali, e altre cellule), le trasmissioni che avvengono al loro interno, la loro nascita e manutenzione, le proteine che ne mediano le funzioni. Originario di Gottinga, in Germania, si trasferì negli Stati Uniti nel 1983, dove ha studiato nel dipartimento di genetica molecolare presso l’Università del Texas Health Science Center, lavorando per descrivere il ruolo del recettore LDL nel metabolismo del colesterolo. Nel 2008 si accasa alla Stanford University, dove è Professore presso la scuola di medicina ed insegna fisiologia cellulare e molecolare, psichiatria e neurologia.

Giuseppe Grasso

 

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