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Mazara, la Lega: “Le scuse di Tripoli non bastano”

“Alla luce della sparatoria di domenica sera, le scuse del governo Gheddafi non bastano e l’Italia deve pretendere di più”. La Lega fa sentire la sua voce dopo l’affaire del peschereccio italiano mitragliato da una motovdetta libica che aveva a bordo anche ufficiali della Guardia di Finanza.

Mentre il governo si appresta a riferire in Parlamento Stefano Stefani, presidente leghista della commissione Esteri chiede che “vengano ridefinite le regole di ingaggio e finalmente si risolva una volta per tutte la questione delle acque internazionali fra Italia e Libia. Poichè i pescatori italiani spesso sconfinano perché il confine delle acque non è chiaro”. “Bisogna cogliere l’occasione – dice Stefani – per risolvere i contenziosi e ridefinire l’intera situazione, tutelando sia i pescatori di Mazara che la sicurezza degli Stati”.
Botta e risposta Cicchitto-Franceschini. Cicchitto accusa le opposizioni di usare “la demagogia, che non serve a niente”, nel commentare i fatti. Franceschini replica parlando di un episodio “gravissimo” e accusando la maggioranza di non difendere “la dignità del Paese”. È un acceso botta e risposta davanti alle telecamere di Unomattina quello tra i due capigruppo del Pdl e del Pd alla Camera, Fabrizio Cicchitto e Dario Franceschini, sull’episodio della motovedetta.
“Abbiamo un interlocutore – osserva l’esponente del Pdl Cicchitto – che è Gheddafi, che presenta  caratteristiche singolari, ma con il quale dobbiamo fare i conti. Può scaricarci migliaia e migliaia di immigrati sulle nostre coste. Va condannato tutto l’episodio del peschereccio, è deplorevole, ma una rottura con Gheddafi e con la Libia comporterebbe conseguenze disastrose per il nostro Paese”. “Nessuno vuole rompere – replica Franceschini -, ma questo non vuol dire chinare la testa”. All’episodio accaduto nel mediterraneo “qualsiasi Paese avrebbe reagito in modo durissimo, da noi è stato archiviato come incidente. Ed è gravissimo che il ministro dell’Interno abbia detto ‘credevano ci fossero degli immigrati’, come se in quel caso fosse lecito sparargli addosso”. Per l’esponente democratico “c’è un atteggiamento di sottomissione psicologica nei confronti del colonnello, cui abbiamo offerto in agosto un palcoscenico per fare spettacolo quando è venuto in Italia. In quell’episodio c’è dentro un problema di perduta dignità del Paese e di danno alla dignità delle donne italiane”.