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Manovra: Legambiente, ‘persi’ 21 mld risparmi

L'ambiente vale 21 miliardi in misure anti-crisi. Risorse che sarebbe stato possibile recuperare incentivando la sostenibilita' ambientale e disincentivando le pratiche piu' inquinanti, realizzando allo stesso tempo una conversione ecologica di alcuni settori, e bloccando le ecomafie che da sole fatturano circa 20 miliardi illegali ogni anno. E' questa la 'ricetta verde' di Legambiente, quella che pero' - dice l'associazione - non fa parte della manovra del governo.

L’ambiente vale 21 miliardi in misure anti-crisi. Risorse che sarebbe stato possibile recuperare incentivando la sostenibilita’ ambientale e disincentivando le pratiche piu’ inquinanti, realizzando allo stesso tempo una conversione ecologica di alcuni settori, e bloccando le ecomafie che da sole fatturano circa 20 miliardi illegali ogni anno. E’ questa la ‘ricetta verde’ di Legambiente, quella che pero’ – dice l’associazione – non fa parte della manovra del governo.

Ecco le principali proposte dell’associazione: – l’aumento dei canoni di concessione per il prelievo di materiali edili dalle cave e per quello di acque minerali (per 350 milioni di euro); – una maggiore tassazione per lo smaltimento dei rifiuti in discarica (750 milioni di euro per le casse delle regioni); – il taglio di costi di grandi opere infrastrutturali, ”non necessarie, come il ponte sullo Stretto di Messina e le nuove autostrade nella pianura padana” (una spesa in meno di 12.730 milioni di euro). Inoltre per Legambiente sono da ”bandire anche i 400 milioni di euro annui d’incentivi al trasporto su gomma”, le spese militari ”per nuovi programmi d’arma: cancellando i finanziamenti per cacciabombardieri (spesa complessiva di circa 16 miliardi di euro), sommergibili, radar e corsi sulle forze armate si potrebbero recuperare, nel 2012, ben 791,5 milioni di euro”. Secondo Legambiente si sarebbe potuto intervenire sulle spese ”per i ritardi accumulati e per far fronte alle emergenze” come ”colmare il ritardo nell’attuazione degli obiettivi stabiliti dal Protocollo di Kyoto (risparmio di 800 milioni di euro), realizzare un ‘Piano di messa in sicurezza del territorio’ per mitigare il rischio idrogeologico (risparmio di 875.000 euro che spendiamo ogni giorno solo per far fronte ai danni)”. Infine, altre spunti su cui intervenire riguardano lo stop al consumo di suolo e la valorizzazione del paesaggio.

Adriano Esposito

 

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