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Le risposte di Napoli alla messa in mora dell’Ue

Questa mattina è stato inaugurato il nuovo sito di trasferenza in via Brin, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal  presidente Asia Raphael Rossi, dal consigliere di amministrazione Raffaele Del Giudice e dal vicesindaco Tommaso Sodano.

Questa mattina è stato inaugurato il nuovo sito di trasferenza in via Brin, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal  presidente Asia Raphael Rossi, dal consigliere di amministrazione Raffaele Del Giudice e dal vicesindaco Tommaso Sodano.

L’impianto di via Brin è il capannone industriale, balzato alle cronache, non solo perché in disuso da troppo tempo, ma perché era stato scelto come dimora da oltre un anno e mezzo da 100 migranti sgomberati all’inizio di agosto dalla Polizia municipale, con modalità non proprio ortodosse e ancora da chiarire. Ad oggi è stato completamente ristrutturato. Il recupero della struttura ha riguardato il tetto, l’impiantistica antincendio, fino all’utilizzo di resine speciali per l’impermeabilizzazione del pavimento, per evitare che residui di percolato si infiltrassero nel sottosuolo. Quindi l’area è stata attrezzata a stazione di trasferenza temporanea, una specie di ‘sala di attesa’ per i rifiuti imballati, che permarranno per cinque giorni all’interno della struttura e per gli altri due giorni saranno caricati sugli automezzi che li porteranno al vicino porto con destinazione Olanda. Questa funzione è a tempo determinato spiega Raphael Rossi “l’obiettivo di lungo periodo è trasformare questo posto in un ricovero per i mezzi addetti alla pulizia delle strade. Diventerà un centro logistico. Per quanto riguarda la movimentazione dei rifiuti imballati per i porti, tecnicamente è tutto pronto  stiamo aspettando alcune autorizzazioni, non del sito,  ma quelle attinenti al trasporto all’estero dei rifiuti”. Il numero due di palazzo San Giacomo aggiunge “I lavori sono stati fatti in economia e molto velocemente; per la prima volta, insomma, non parliamo di emergenza ma cominciamo a programmare per il futuro “. E la programmazione di un futuro migliore e salubre per città e cittadini non può che trovare humus in quello che pare, il filo rosso collegante le istanze del nuovo governo partenopeo e dei cittadini. La parola d’ordine è esercitare un maggiore controllo sociale. E  Del Giudice coagula bene questo invito  affidandosi alla potenza evocativa del dialetto napoletano “P’ o bbene d’ ‘a città cchesto nun se fà”. E tante sono le cose che non dovrebbero essere fatte. Si potrebbe cominciare dall’informare correttamente. Evitare affermazioni totalmente errate che producono solamente disagio, preoccupazione, allarme sociale. E’ necessario effettuare alcune precisazioni :
1)      Le stazioni di trasferenza sono previste dalla legge se realizzate nel rispetto di tutte le regole.
2)      Le stazioni di trasferenza sono necessarie per effettuare il trasbordo dei rifiuti, in quanto questi non possono essere depositati a terra senza le dovute precauzioni previste dalla normativa in materia ;
3)      Le stazioni di trasferenza non sono  discariche chiuse, non prevedono giacenza prolungata. L’istituzione e l’utilizzo della stazione di trasferenza presso la discarica di via Brin non comporta, non implica e non significa l’apertura di una discarica.
4)  Discariche ed inceneritori sono un’altra cosa. E il sindaco di Napoli ha più volte ricordato che l’apertura di questi non rientra negli obiettivi della sua amministrazione.
Per non vedere più slides come quelle mostrate alla conferenza di questa mattina, bisogna monitorare, imparare a denunciare. La fotografia è impietosa. Sono 66 le minidiscariche abusive individuate da Asia, nelle periferie della citta’ e, in alcuni casi, al centro. “Ad agosto – ricorda Rossi – abbiamo bonificato un numero importante di siti, ma alcuni sono purtroppo di nuovo invasi dai rifiuti. E’ importante che ci si sforzi, tutti insieme, per un richiamo ai cittadini su comportamenti corretti”. Alcune di queste minidiscariche spiega “sono gigantesche, dentro abbiamo trovato portiere delle macchine, ruote, in una addirittura una barca. Non possiamo bonificarle tutte contemporaneamente. I danni sono importanti per quanto riguarda l’inquinamento del suolo, delle falde, l’impatto sull’ambiente”. Le 66 minidiscariche abusive, spiega il vicesindaco di
Napoli Tommaso Sodano, “sono un fenomeno che stiamo combattendo: abbiamo gia’ individuato e sanzionato decine di cittadini, ma anche molti imprenditori che smaltiscono in modo illecito. Saremo intransigenti con le sanzioni”. Sulla questione, il Comune di Napoli ha allertato la Prefettura chiedendo un tavolo per l’ordine e la sicurezza al fine di “potenziare i controlli”. Ma questi controlli hanno un costo salato. La soluzione è educare noi stessi e gli altri al rispetto di noi stessi e gli altri. Napoli siamo noi e noi siamo passibili di miglioramento.

Michela Salomone

 

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