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L’attivismo di Fini sulla legge elettorale fa infuriare Berlusconi

Silvio Berlusconi ieri sera e’ intervenuto in diretta alle 22 in una trasmissione di Rete quattro dedicata al direttore del Tg4 Emilio Fede. Nel manifestargli stima, ha colto l’occasione per dichiarare: ”Come lui non voglio l’Italia in mano ai comunisti. La sinistra usa i magistrati per sovvertire il voto. Anche con Bersani la sinistra non cambia, resta illiberale”. I medici gli hanno consigliato una settimana di assoluto riposo e di dimenticare gli impegni politici per guarire piu’ in fretta (oggi dovrebbe trasferirsi da Arcore in Sardegna), ma il premier non ha staccato del tutto la spina dopo l’intervento chirurgico al tendine della mano sinistra. Ieri, ad esempio, ha inviato un messaggio alla seduta del Senato che commemorava Francesco Cossiga per ricordare: ”La Carta puo’ essere adattata ai tempi. Tanto e’ vero che il presidente emerito non esito’ a picconarla”. Ci sono anche le turbolenze nella maggioranza a preoccupare Berlusconi. Gianfranco Fini, in un incontro con la stampa estera che serviva a presentare il progetto di Futuro e liberta’, ha ricordato che l’esecutivo ”sulla giustizia potrebbe cadere”. Secondo il presidente della Camera, ”Berlusconi vorra’ andare avanti ad imposizioni. Io parlo di legalita’ e loro mi ignorano”. La sopravvivenza dell’esecutivo non e’ percio’ scontata. Fini e’ particolarmente attivo in questi giorni. Il presidente della Camera, dopo la sollecitazione venuta da Udc e Pd in una riunione dei capigruppo di Montecitorio ad avviare il confronto sulle proposte di riforma della legge elettorale, ha scritto al presidente del Senato Renato Schifani per segnalargli l’opportunita’ che i due rami del Parlamento trovino un’intesa di metodo. Fini, nella sua missiva, ricorda che a inizio legislatura, quando e’ stato modificato il sistema di voto per le elezioni del Parlamento europeo, era stato raggiunto un accordo tra le due Camere che prevedeva che quel provvedimento venisse affrontato in prima battuta da Montecitorio. Secondo il presidente della Camera, la commissione Affari costituzionali del Senato ha inoltre al proprio ordine del giorno diversi provvedimenti importanti come il lodo Alfano costituzionale e la Carta delle Autonomie. ”Tutto cio’ posto – sottolinea Fini – appare opportuno che la priorita’ nella trattazione della materia elettorale, non limitata alla sola legge per l’elezione del Parlamento europeo, ma comprensiva anche delle iniziative riferite alla legge elettorale nazionale, possa essere riservata alla Camera”. Il presidente di Montecitorio, in conclusione, chiede a Schifani che ”venga stabilita un’intesa di metodo al fine di consentire agli organi competenti nel merito di procedere in modo ordinato all’esame della materia”. Il presidente del Senato ha inoltrato la lettera al presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini, riservandosi di rispondere quanto prima a Fini. Vizzini, Pdl, esprime intanto la propria opinione ricordando che la discussione sulla riforma elettorale e’ gia’ stata avviata a Palazzo Madama dove ”ci sono gia’ diverse proposte di legge incardinate e oggi ne sono state abbinate altre tre”. Tra queste anche quella di Stefano Ceccanti, Pd, che prevede il ritorno ai collegi uninominali con il doppio turno. La mossa di Fini non piace a Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl, che dichiara: ”Parla da presidente della Camera o da leader di Fli? Sa spiegare perche’, sconvolgendo l’agenda delle priorita’ del Paese, all’improvviso compare la legge elettorale, addirittura al primo posto?”. Il dubbio tra le file del Pdl e’ che Fini si prepari a una crisi di governo sollevando il tema della riforma della legge elettorale su cui si potrebbe formare un esecutivo di emergenza prima del voto. Secondo Pdl e Lega, l’avvio del dibattito sulla riforma della legge elettorale alla Camera potrebbe inoltre rappresentare un pericolo per la tenuta dell’esecutivo, visto che non e’ escluso che in Commissione possa formarsi una maggioranza diversa da quella di governo. Come si e’ gia’ verificato la settimana scorsa quando l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio e’ stato chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di discutere la legge elettorale. Pd, Idv, Udc e Fli si pronunciarono a favore, Pdl e Lega contro. A far salire nuovamente la tensione tra Fli e il Pdl provvede anche una intervista di Italo Bocchino, capogruppo dei finiani alla Camera, in cui ha precisato gli obiettivi del nuovo movimento: ”Noi terzo polo? No, il nostro sara’ il vero centrodestra, uguale a quello che c’e’ in Germania, Francia, Inghilterra e costituito da vari soggetti: Fini, Casini, Lombardo”. Quanto al problema del leader: ”Montezemolo, se scende in campo, e’ un’opzione”.