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La rivolta in Egitto e il futuro del paese

Un anno fa l’Egitto scendeva in piazza, guidato dai Fratelli Musulmani, per protestare contro il  malgoverno di Mubarak: dopo la vittoria, quegli stessi leader, di ispirazione islamista, sono saliti al potere guidati da Mohammed Morsi, l’attuale presidente della nazione, ma oggi la situazione si è invertita, con il popolo che se la prende, per gli stessi motivi, proprio con i sostituti del vecchio regime. Le cause sono molte: anzitutto la popolazione accusa Morsi e il suo partito di aver gestito il potere in maniera clientelare, offrendo molte cariche importanti a membri dei Fratelli al di là dei meriti e spesso in maniera poco democratica; poi c’è la questione economica, perché, a  prescindere dalla situazione internazionale, il paese è in crisi da tempo, con una disoccupazione altissima e con molte persone che cercano riparo all’estero, e a quanto pare il governo non ha fatto nulla per risolvere la questione.

Un anno fa l’Egitto scendeva in piazza, guidato dai Fratelli Musulmani, per protestare contro il  malgoverno di Mubarak: dopo la vittoria, quegli stessi leader, di ispirazione islamista, sono saliti al potere guidati da Mohammed Morsi, l’attuale presidente della nazione, ma oggi la situazione si è invertita, con il popolo che se la prende, per gli stessi motivi, proprio con i sostituti del vecchio regime. Le cause sono molte: anzitutto la popolazione accusa Morsi e il suo partito di aver gestito il potere in maniera clientelare, offrendo molte cariche importanti a membri dei Fratelli al di là dei meriti e spesso in maniera poco democratica; poi c’è la questione economica, perché, a  prescindere dalla situazione internazionale, il paese è in crisi da tempo, con una disoccupazione altissima e con molte persone che cercano riparo all’estero, e a quanto pare il governo non ha fatto nulla per risolvere la questione. Ancora, c’è chi dice che la situazione politica sia ancora molto calda e fluida e che in realtà la rivoluzione, come condizione spirituale delle persone e dinamica storico-politica, non sia affatto cessata dopo la caduta di Mubarak, ma sia a tutt’oggi proseguita per poi riesplodere per la mancanza di autorità e polso fermo dell’attuale governo. Attualmente la situazione è piuttosto complessa e va vista da vari lati: anzitutto c’è il nervosismo del partito e di Morsi che sta iniziando a rispondere col fuoco alle proteste (12 finora i morti accertati), nonostante avesse detto che avrebbe cercato sempre il dialogo con i manifestanti e che avrebbe usato metodi pacifici; poi c’è la natura dell’opposizione, molto eterogenea (addirittura sono ricomparsi i sostenitori di Mubarak) e non sembra esserci, al momento, un vero leader capace di ricompattare le fila, senza contare che in molti vorrebbero tornare alle loro vite quanto prima; e infine c’è un futuro incerto, anche economicamente, che può rimescolare tutte le carte. Certo è che l’Egitto ora chiede, dopo aver visto riconosciuti i propri diritti, un governo capace e autorevole, e sembra davvero intenzionato ad ottenerlo.
AGGIORNAMENTO: Mentre si scriveva l’articolo c’è stato un golpe che ha forzato la situazione, Morsi è stato arrestato.

Giuseppe Grasso

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