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La Merkel riconquista la Germania: grande vittoria alle elezioni

Angela Merkel è di nuovo cancelliere della Repubblica di Germania. Con il 41,5 % dei voti (record dal 1990), porta alla vittoria la coalizione Cdu-Csu e diventa capo del governo per la terza volta di seguito, pur senza conquistare la maggioranza assoluta. Ma di questo la Merkel non sembra preoccuparsi: una volta terminato il processo elettorale, verranno avviati i dialoghi con i possibili futuri alleati, ma non c’è timore sulla possibilità di formare un governo stabile. La Germania ha così premiato ancora una volta la linea della Merkel, che pare sarà mantenuta sostanzialmente immutata: tornano d’attualità la lotta all’aumento delle tasse e la politica di decentralizzazione bancaria, mentre si parla di un possibile via libera sul reddito minimo. Lo stesso vale per la politica europea: aiuto ai Paesi in difficoltà, a patto di riforme strutturali.

Angela Merkel è di nuovo cancelliere della Repubblica di Germania. Con il 41,5 % dei voti (record dal 1990), porta alla vittoria la coalizione Cdu-Csu e diventa capo del governo per la terza volta di seguito, pur senza conquistare la maggioranza assoluta. Ma di questo la Merkel non sembra preoccuparsi: una volta terminato il processo elettorale, verranno avviati i dialoghi con i possibili futuri alleati, ma non c’è timore sulla possibilità di formare un governo stabile. La Germania ha così premiato ancora una volta la linea della Merkel, che pare sarà mantenuta sostanzialmente immutata: tornano d’attualità la lotta all’aumento delle tasse e la politica di decentralizzazione bancaria, mentre si parla di un possibile via libera sul reddito minimo. Lo stesso vale per la politica europea: aiuto ai Paesi in difficoltà, a patto di riforme strutturali. In vista dunque un governo di larghe intese, anche se i socialisti (Spd), secondo partito con il 25,7 % ed ex alleati della coalizione, non sembrano intenzionati a ripetere l’esperienza. Tra gli altri partiti Fdp (anche loro ex alleati della Merkel) si assesta al 4,8 % e dunque non riesce ad accedere al Parlamento, così come Afp (il partito anti-UE), fermatosi al 4,7 %; i Verdi si piazzano all’8,3 %, Die linke all’8,6 %. Da Toronto Enrico Letta si è complimentato con la Merkel per il risultato elettorale, esprimendo soddisfazione soprattutto per la sconfitta di Afp: «Se il partito anti-euro dovesse rimanere fuori dal parlamento, sarebbe un buon segnale per l’Unione europea». La cancelliera è la sola leader europea eletta prima della crisi a essere rimasta al suo posto: tutti gli altri, in Spagna, Francia, Gran Bretagna e Italia sono stati sconfitti, talvolta con strascichi pesanti. La sua politica durante la crisi dell’euro, appoggiata dalla quasi totalità della popolazione tedesca, viene considerata peraltro la chiave principale del suo successo elettorale.

Giuseppe Grasso

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