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Il ministro: “Se responsabile mi dimetterei”

Forse sara' possibile recuperare gli affreschi della palestra dei gladiatori di Pompei e perfino ricostruire l' edificio della'' Schola Armaturarum'', gia' restaurata alla fine degli anni Quaranta, ma il problema della manutenzione dei circa 1500 edifici del sito archeologico resta aperto. Il ministro per i beni culturali Sandro Bondi non lo nega.  ''Sono possibili altri crolli di edifici - dice al termine del sopralluogo compiuto in mattinata con i tecnici del
Ministero e della Sovrintendenza - soprattutto nella parte del sito che si affaccia sulle case scoperte e non ancora restaurate''.

Forse sara’ possibile recuperare gli affreschi della palestra dei gladiatori di Pompei e perfino ricostruire l’ edificio della” Schola Armaturarum”, gia’ restaurata alla fine degli anni Quaranta, ma il problema della manutenzione dei circa 1500 edifici del sito archeologico resta aperto. Il ministro per i beni culturali Sandro Bondi non lo nega.  ”Sono possibili altri crolli di edifici – dice al termine del sopralluogo compiuto in mattinata con i tecnici del
Ministero e della Sovrintendenza – soprattutto nella parte del sito che si affaccia sulle case scoperte e non ancora restaurate”.

Ma al ”vergogna” del presidente della Repubblica Bondi risponde rivendicando ”il grande lavoro fatto”. ”Se avessi la certezza di avere delle responsabilita’ nell’accaduto, mi dimetterei”, aggiunge. Bondi ha annunciato un piano straordinario per la manutenzione degli edifici pompeiani, l’ intenzione di costituire un gruppo di lavoro scientifico per affiancare la Sovrintendenza, retta ad interim fino al 31 dicembre prossimo da Jeannette Papadopoulos, ed ha negato che i problemi di gestione del sito archeologico piu’ famoso del mondo si riducano alla scarsita’ di risorse disponibili. ”Dai visitatori Pompei ricava 20-25 milioni all’anno, ma la meta’ dei fondi disponibili non sono stati spesi”.  Il ministro rilancia l’idea di aprire ai privati la gestione dei B eni culturali, cita l’ intervento della Fondazione Packard per gli scavi di Ercolano, e pensa ad affiancare ai Sovrintendenti ”nuove figure professionali” e”nuove forme di gestione”.Cita ad esempio il Museo Egizio di Torino, e la presenza degli Enti locali, banche e Fondazioni nella gestione.
Per l’ opposizione, per Casini e per i finiani, il crollo  della ”Schola Armaturarum” fotografa il fallimento della politica culturale del governo. ”Pompei e’ la metafora del Paese di Berlusconi”, attacca il segretario del Pd, che accusa l’ ex commissario Marcello Fiori di aver destinato solo il 20%
dei fondi disponibili alla manutenzione delle Domus pompeiane. Cifre false, replichera’  piu’ tardi il ministro, che ribalta le percentuali er parla di ”menzogne o disinformazione”. Ma dall’ex ministro per i Beni culturali Giovanna Melandri, a Gianfranco Fini, che alla Convenzione di Fli esprime il proprio ”dolore” per la ”Domus dei gladiatori” , a Vincenzo Vita, del Pd, e’ un unico tiro al bersaglio contro il titolare dei Beni culturali, accompagnato dalla richiesta di dimissione. Il Codacons annuncia un esposto a Procura e Corte dei Conti, il Touring Club si dice disponibile a tenere aperta l’ area  archeologica. E nel governo stesso il ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta parla di un ”necessario mea culpa”. In difesa di Bondi il portavoce del Pdl Daniele Capezzone parla di ”sciacallaggio e disonesta’ intellettuale”. Il ministro ribadisce in una dichiarazione che sul crollo della palestra dei gladiatori riferira’ in Parlamento ed annuncia un ritorno a breve a Pompei, appena sara’ definito il piano di interventi di manutenzione.