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Il grande e potente Oz

"Il grande e potente Oz", è l'antefatto di uno dei più grandi film della storia del cinema americano "Il mago di Oz", pellicola degli anni '30 tratta dalle celebre fiaba.
Siamo ai primi del ’900 e Oz  è uno squattrinato illusionista di periferia, che sbarca il lunario con scalcinati spettacoli itineranti che mette in scena nelle cittadine rurali del Kansas. Abile seduttore e bugiardo per natura, un giorno si trova costretto alla fuga a causa di un marito geloso. Imbarcatosi su una mongolfiera viene travolto da un tornado che lo scaraventa in un mondo surreale, dove vivono creature fantastiche e regna la magia e l’incantesimo.

“Il grande e potente Oz”, è l’antefatto di uno dei più grandi film della storia del cinema americano “Il mago di Oz”, pellicola degli anni ’30 tratta dalle celebre fiaba.
Siamo ai primi del ’900 e Oz  è uno squattrinato illusionista di periferia, che sbarca il lunario con scalcinati spettacoli itineranti che mette in scena nelle cittadine rurali del Kansas. Abile seduttore e bugiardo per natura, un giorno si trova costretto alla fuga a causa di un marito geloso. Imbarcatosi su una mongolfiera viene travolto da un tornado che lo scaraventa in un mondo surreale, dove vivono creature fantastiche e regna la magia e l’incantesimo.
Il film inizia con una storia incredibile, nella quale Oz verrà accompagnato da improbabili compagni di viaggio come la scimmietta alata e la bambina di ceramica. Dovrà vedersela con Evanora e la strega dell’Ovest. Sarà aiutato nell’opera da Glinda, bellissima strega dai buoni propositi. Il regista, Sam Raimi, è fedele al materiale di partenza anche e sopratutto dove non si vede: nell’uso degli effetti speciali e nel recupero del libro.
Sul piano visivo, non si può criticare la resa delle immagini, ma l’utilizzo fin troppo insistito della grafica 3D finisce per rendere meno vive le creature fantastiche. Convincente, al contrario, l’interpretazione dei protagonisti, soprattutto James Franco, alle prese con un antieroe simpatico nella sua bastardaggine, che rende perfettamente con una prova di grande personalità, confermandosi uno dei pochi, veri istrioni della sua generazione. Decisamente in parte, malgrado qualche eccesso, anche Mila Kunis, nel ritratto tormentato della fragile Theodora, in cui si cala anima e corpo, recitando per circa metà film seppellita da un makeup grottesco. Brave, ma impiegate in ruoli più tradizionali,  Rachel Weisz nella parte della malvagia strega Evanora, sorella maggiore e degenere di Theodora  e Michelle Williams in quella della dolce, ma strategicamente dotata, Glinda.

Margherita Diurno

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