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GAL Cilento Regeneratio, FutureGreen, FareAmbiente: Progetto Paulownia, una nuova occasione per i Comuni del Cilento in crisi

"Occorre iniziare urgentemente un nuovo percorso improntato sul metodo scientifico in tema di energie rinnovabili e di problematiche ambientali" : lo ha affermato ato Vincenzo Pepe, presidente del movimento ecologista europeo FareAmbiente al convegno promosso dal GAL Cilento Regeneratio, che si è svolto nell'Aula oonsiliare comunale di Agropoli, dedicata in particolar modo al Progetto Paulownia clone 112, organizzato dal GAL Cilento Regeneratio e dalla FutureGreen.

“Occorre iniziare urgentemente un nuovo percorso improntato sul metodo scientifico in tema di energie rinnovabili e di problematiche ambientali” : lo ha affermato ato Vincenzo Pepe, presidente del movimento ecologista europeo FareAmbiente al convegno promosso dal GAL Cilento Regeneratio, che si è svolto nell’Aula oonsiliare comunale di Agropoli, dedicata in particolar modo al Progetto Paulownia clone 112, organizzato dal GAL Cilento Regeneratio e dalla FutureGreen. Dall’incontro e soprattutto dai numerosi interventi del pubblico, è emerso che i Comuni del Cilento sono sempre più in condizioni di sofferenza. La possibile introduzione di impianti di gassificazione di piccola taglia è stato un argomento che ha suscitato un interesse al di là della trattazione, che richiederà la valutazione di una specie non autoctona come la Paulownia.

“Non sappiamo ancora se questa pianta possa attecchine sul nostro territorio” ha stigmatizzato Carmine D’Alessandro, presidente GAL Cilento Regeneratio che ha pure marcato il bisogno di trovare possibilità di sviluppo per il territorio cilentano.  “Penso che la Paulownia possa dare già tre benefici: il rendimento in biomassa con un buon rapporto costi-benefici; la soluzione del grave dissesto idrogeologico grazie ad un apparato radicale a fittone; una enorme capacità di sequestro della CO2 in vista degli obiettivi europei del Triplo 20.”

“A fronte delle incertezze che provengono dall’eolico, e dal fotovoltaico – ha continuato D’Alessandro – ritengo, che l’energia da biomasse, insieme allo sfruttamento dell’idroelettrico possa rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo sostenibile di zone in dissesto sia geologico, che economico. In questa logica il Gal può essere un punto di riferimento per proporre uno studio diretto sul territorio, valutando le possibilità di attecchimento della biomassa. Le risorse economiche potrebbero essere individuate dai bandi contenuti nell’agenda 2015-2020.”

“Il Gal – ha aggiunto Pepe,  riallacciandosi a D’Alessandro – coinvolgendo il Parco del Cilento potrebbe schierarsi in prima linea per studiare un progetto pilota visto anche i contenuti costi di un gassificatore di taglie tra i 20 e i 40 kW. Si potrebe partire già in settembre perchè questo possa diventare un modello di sviluppo, che attiri visitatori interessanti in Cilento, ponendo un freno a questa emorragia di risorse.”
La necessità di compiere “uno sforzo soprattutto culturale per aprire nuove opportunità” e l’augurio che “da questa riflessione si possa prendere spunto come suggerito dal presidente Pepe” sono stati sottolineati dal sindaco di Agropoli, Franco Alfieri per il quale “parlare di energie rinnovabili, e di problematiche ambientali evidenzia la necessità di uno sforzo soprattutto culturale per aprire nuove opportunità e occasioni”.

Hanno partecipato all’evento anche Mauro Inverso, vicepresidente GAL Cilento Regeneratio; Marcello Amoroso, energy manager FareAmbiente, Foggia; Simona Rosito, amministratore unico e ideatrice Progetto FutureGreen Paulownia clone 112®, con il tecnico agronomo Soccorsa Comes, e con Rosaria Sanchirico, responsabile del progetto “Ecosostenibilità e green economy attraverso nuove forme di agricoltura sociale in rete” ideato da Francesco Capece delle Guardie Ecozoofile di FareAmbiente, Potenza. Tra gli ospiti, Daniela Di Bartolomeo, direttrice del Museo Paestum nei percorsi del Grand Tour e Patrizia Baccari, respondabile FareAmbiente Basilicata.

“L’obiettivo, e le finalità offerte dal Gal sono quelle di aiutare, e promuovere iniziative di imprenditorialità locali, con contributi anche extraregionali, che mirino allo sviluppo del territorio, e alla salvaguardia dell’ambiente” – ha detto Mauro Inverso, che ha pure ricordato che “esistono terre lasciate in abbandono che portano a gravi dissesti idrogeologici” puntualizzando l’abbandono non solo istituzionale riguardo al quale “il Gal Cilento si propone a supporto, in termini anche economici, di inizative concrete e realizzabili. 

Il professore agronomo Marcello Amoroso ha illustrato “come intervenire per fare sistema, ed offrire agli imprenditori agricoli un’altro tipo di reddito: quello energetico, sposando il Progetto FutureGreen Paulownia clone 112®”. “Grazie a FareAmbiente – ha precisato Amoroso – si sta cercando di creare un percorso virtuoso sia nel campo dei sottoprodotti agricoli, che delle colture dedicate; la filiera bosco – energia evidenzia risvolti, che potranno dare risultati in termini di efficienza logistica e sostenibile. La dimensione vincente in questo contesto, è la filiera energetica di piccola scala, in termini di utilizzo delle risorse (scarti, e colture set a side), sia in termini di potenze elettriche installate, oscillanti in microgenerazione dai 20, fino ai 200 kW.”

Simona Rosito si è invece espressa sulla chiusura della filiera delle biomasse, investimenti nella ricerca, e nella innovazione, il tutto orientato versa la sostenibilità ambientale: “prima che rincorresse la necessità di certificare la materia prima, diversi anni fa abbiamo intuito l’importanza di fare un passo indietro rispetto al ‘vecchio’ business delle rinovabili, mirate solo al risultato economico. Il punto di partenza – afferma Rosito – ha inteso creare un linea di processo mirata alla ‘chiusura della filiera delle biomasse’, attraverto studi mirati, oltre a investimenti nell’innovazione. L’innovazione, e la ricerca hanno rappresentato il fulcrum del nostro percorso industriale, improntato su test scientifici validati, e certificati, a garanzia non solo del prodotto, ma dell’intero processo di valorizzazione della biomassa. Attraverso il Know How acquisito dall’Università Castilla-La Mancha siamo riusciti ad ottenere il brevetto sul clone 112, sterile, non ogm, di Paulownia, diventando in Italia gli unici garanti per questo progetto, che sposa l’ambientalismo sostenibile.”

Vari gli interventi da parte del pubblico: sulla necessità rinatulizzare aree degradate e disboscate, quando i tagli boschivi non rendo più come un tempo e n alcune zone sono completamente vietati.  I Comuni del Cilento sono in condizioni di profonda sofferenza. La possibile introduzione di impianti di gassificazione di piccola taglia è stato un argomento, che ha suscitato un interesse al di là della trattazione che richiederà la valutazione di una specie non autoctona come la Paulownia.

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