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Fisco: dai commercialisti un allarme per le isole minori

“Avviare una riflessione sul federalismo e sul patto di stabilità, alla luce delle difficoltà nelle quali possono incorrere realtà piccole, ma di impatto internazionale, come ad esempio le isole minori, che ogni anno si trovano a fronteggiare criticità relative agli ingenti afflussi turistici”. Lo ha detto Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili del Comune di Napoli, nel corso del convegno “La manovra fiscale nelle isole minori alla luce del federalismo e rispetto del patto di stabilità”, tenutosi ad Anacapri.

 

“I comuni isolani costituiscono un microcosmo variegato che pur incidendo in maniera minima in termini demografici partecipano in maniera rilevante alla formazione del Pil. Gli abitanti si trovano quindi a dover coprire maggiori costi per i servizi”, ha evidenziato invece Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

La specificità del territorio – ha sottolineato Salvatore Ciuccio, assessore al Bilancio del Comune di Capri -, infatti, comporta un aggravio di costi del tutto non raffrontabili con quelli della terraferma”. “Il caso più lampante – ha rimarcato Giovanni Granata, consigliere delegato Commissione Enti Locali – è dato dalla gestione del servizio smaltimento rifiuti: uno degli esempi per i quali gli abitanti delle isole devono far fronte alle maggiori spese del servizio dovute al territorio, ma anche ai numerosi costi connessi al turismo”.

“Si tratta di spese  – ha aggiunto Giuseppe Puttini, consigliere d’amministrazione della cassa dei dottori commercialisti – che possono essere coperte solo attraverso l’inasprimento delle tariffe richieste al cittadino”. “Una delle soluzioni – ha segnalato il vicesindaco di Anacapri Pasquale Mazzarella -, potrebbe arrivare dal comune di Anacapri, che ha proposto una possibile introduzione di una Tariffa Integrata Ambientale turistica da far pagare al momento dell’imbarco dei turisti, evidenziando come tali soggetti, quando non soggiornano sull’isola, vadano pesantemente ad influire sui costi del servizio producendo rifiuti”. “La nuova proposta – ha sostenuto Antonio Scippa, presidente della Commissione Enti Locali dell’ordine partenopeo -, potrebbe fare riferimento alla legge delega in materia di federalismo fiscale (l. 42/2009), che stabilisce infatti all’art. 12 che i decreti attuativi possano prevedere la disciplina di uno o più tributi comunali che, valorizzando l’autonomia tributaria, attribuisca all’ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche e di investimenti pluriennali nei servizi sociali ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana”.

“A tal proposito si ritiene che la persecuzione di una tale strada – ha ricordato Francesco Condurro, consigliere della Cassa ragionieri – debba essere richiesta da tutte le  isole minori al fine di prevedere una serie di interventi normativi per regolamentare le diverse materie di primaria importanza”.

“Allo stesso tempo –  ha ribadito Paolo Longoni, della Commissione di studio “Enti Pubblici -, una gestione del Patto di stabilità su scala territoriale consentirebbe di ridurre la rigidità del sistema e di ottimizzare la ripartizione delle quote di indebitamento tra amministratori locali”.

“In quest’ottica il contributo dei professionisti – ha affermato Bruno Miele, vicepresidente dell’Ordine di Napoli – può essere utile per creare tavoli tecnici con enti locali, esecutivo e legislatore”.

Al convegno di Anacapri hanno partecipato anche Walter Anedda, presidente della Cassa nazionale di Previdenza dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Giosuè Boldrini, consigliere nazionale dei commercialisti, Paolo Tarantino, esperto in enti locali e Graziano Simeoli, componente della Commissione “Fiscalità Locale” dell’ordine partenopeo.