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Fini: il Governo governi

Oggi riprende l’attivita’ della Camera. Per il Senato bisognera’ attendere invece il 15 settembre per la prima seduta. Due gli appuntamenti a Montecitorio: alle 12 e’ prevista la riunione dei capigruppo con il presidente Gianfranco Fini; alle 17 lo stesso Fini comunichera’ all’Aula il calendario dei lavori della Camera. Oggi e’ quindi la prima occasione per verificare gli orientamenti parlamentari di Pdl e Lega dopo il discorso di Fini a Mirabello di domenica scorsa. Cosa proporranno i capigruppo Fabrizio Cicchitto e Marco Reguzzoni? Verra’ annunciato un possibile discorso di Silvio Berlusconi per la prossima settimana? Come si articoleranno i cinque punti programmatici (giustizia, fisco, sicurezza, Mezzogiorno, federalismo) su cui il governo ha annunciato di volere impegnarsi nei prossimi mesi? C’e’ da verificare anche quali sono i rapporti formali tra i capigruppo di Pdl e Lega nei confronti del presidente della Camera dopo le ripetute richieste di dimissioni. Ieri Berlusconi, nella riunione di vertice del suo partito, e’ tornato a dire che Fini non puo’ restare nella sua carica istituzionale. Da qui l’ipotesi di un colloquio con il presidente della Repubblica per fare il punto sulla situazione politica e istituzionale. Al Capo dello Stato non e’ pero’ pervenuta finora nessuna richiesta ufficiale di incontro da parte del presidente del Consiglio. Per oggi Berlusconi ha convocato un nuovo vertice del Pdl a Palazzo Grazioli. Ieri si e’ discusso della possibilita’ di organizzare a Milano, il prossimo 3 ottobre, una manifestazione nella quale il premier dovrebbe spiegare i cinque punti su cui si misurera’ la maggioranza nei prossimi mesi e fare un resoconto sulle cose fatte dal governo nei primi due anni della legislatura. Nel dibattito interno alla maggioranza restano le diversita’ di opinione tra Umberto Bossi e il premier. Il leader della Lega e’ tornato anche ieri a ribadire che lui preferirebbe ”uscire dal pantano” andando al voto anticipato il piu’ presto possibile. Berlusconi ha invece confermato nel vertice del Pdl la scelta di prendere tempo affinche’ le responsabilita’ dello scioglimento eventuale delle Camere ricadano su Fini e i finiani. Il presidente della Camera, nell’intervista a Enrico Mentana nel corso del Tg de La7 di ieri sera, ha nel frattempo rilanciato le polemiche rifiutando il ruolo di chi sta provocando lo scioglimento delle Camere. La sua previsione e’ che Berlusconi e Bossi non chiederanno un incontro a Napolitano per porre la questione delle sue dimissioni perche’ se lo facessero, ”sarebbero due analfabeti della Costituzione”. Ma e’ soprattutto una frase di Fini a fare problema per il Pdl nell’itinerario che puo’ portare alle elezioni anticipate e vuole addossarne le responsabilita’ ai finiani: ”Andare a votare adesso e’ da irresponsabili. Il governo non deve cercare il modo per andare a votare ma deve governare, occuparsi dei problemi dell’economia, dei problemi della sicurezza dei cittadini”. Il leader di Futuro e liberta’ ha pure rilanciato la sfida per un patto di legislatura: ”Il mio auspicio e’ che chi attualmente governa si renda conto che deve dimostrare di saper governare. Non e’ una campagna elettorale che risolve i problemi”. L’opposizione si schiera intanto a difesa del ruolo istituzionale di Fini. ”Constatiamo con grande preoccupazione che questo non e’ piu’ il governo Berlusconi, ma e’ il governo Bossi a cui aderisce Berlusconi”, dichiara Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc. Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: ”Bossi e Berlusconi non hanno a disposizione le istituzioni e questo devono metterselo in testa. Quando avremo la Costituzione di Arcore allora potranno chiedere le dimissioni del presidente della Camera”. Una autorevole difesa di Fini arriva anche dalle file della maggioranza. Dice il senatore Beppe Pisanu, Pdl, ex ministro degli Interni, intervenendo alla Festa nazionale del Pd in corso a Torino: ”Non si vedono le infrazioni costituzionali ne’ di tipo regolamentare che possono motivare formalmente la richiesta di dimissioni di Fini. Naturalmente le sue posizioni sono criticabili e censurabili come si vuole. Sono convinto che Berlusconi e Bossi conoscono bene i limiti costituzionali della vicenda e credo che il presidente della Repubblica li rispettera’ con il consueto scrupolo”.