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Diaz, Chiocci e Di Meo raccontano la verità del superpoliziotto Canterini

E' destinato a far discutere, "Diaz - dalla gloria alla gogna", il libro scritto dai giornalisti Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur Editore, che attraverso la testimonianza dell'ex comandante del VII nucleo speciale antisommossa Vincenzo Canterini, vuole raccontare la "vera storia del G8". Canterini ricostruisce la sua verita' sulla "macelleria messicana" alla scuola Diaz e sul blitz che lo vide diretto protagonista. Un racconto in prima persona di quella giornata e di quelle che la precedettero, con rivelazioni sulla catena di comando, su chi, secondo Canterini, picchio' e chi non picchio' i no global, sulle pressioni ricevute.

E’ destinato a far discutere, “Diaz – dalla gloria alla gogna”, il libro scritto dai giornalisti Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur Editore, che attraverso la testimonianza dell’ex comandante del VII nucleo speciale antisommossa Vincenzo Canterini, vuole raccontare la “vera storia del G8”. Canterini ricostruisce la sua verita’ sulla “macelleria messicana” alla scuola Diaz e sul blitz che lo vide diretto protagonista. Un racconto in prima persona di quella giornata e di quelle che la precedettero, con rivelazioni sulla catena di comando, su chi, secondo Canterini, picchio’ e chi non picchio’ i no global, sulle pressioni ricevute.

Chiocci, inviato speciale de Il Giornale e Di Meo, autore di libri-inchiesta sulla camorra e lo scandalo del calcio-scommesse, mettono insieme i tasselli della ‘grande battaglia di Genova’ e soprattutto le immagini della incursione alla scuola Diaz.”La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc -si legge nel libro- Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginita’ giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti. Se la perquisizione serviva esclusivamente ad accollare le armi a qualcuno da arrestare, la convocazione di massa alla Diaz non aveva spiegazione se non per soddisfare la collera repressa di chi, per due giorni e due notti, le aveva prese senza darle”.

“E, alla fine -si legge ancora nel volume- dei duecentocinquanta antagonisti arrestati, in quei giorni, appena dieci sono stati condannati per un disastro cittadino da sessanta milioni di euro. Non e’ un caso che mai si e’ saputo chi autorizzo’ l’afflusso oceanico dei non addetti ai lavori. Chi li ha coperti fino a oggi. Perche’ quell’ordine di servizio non e’ mai saltato fuori, mai e’ stato trasmesso all’autorita’ giudiziaria, mai e’ finito al dibattimento? Perche’ nessuno di quei quattrocento poliziotti che entrarono alla Diaz ha sentito il dovere di difendere colleghi che sapevano estranei ai massacri?”.

 

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