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Di Meo e Iannini raccontano “Napoli in Cronaca Nera”

“Napoli in Cronaca Nera”, presentato con un bagno di folla il libro di Simone di Meo e Giuseppe Iannini. In Sala consiliare nel palazzo municipale di Melito, a far gli onori di casa il sindaco di Melito dottor Antonio Amente. Hanno partecipato gli autori; Essian Emmanuel Kofi, scrittore ghanese molto noto nel suo paese ma anche in Italia collaboratore della Dda; Mafalda Amente, consigliere regionale vicepresidente della commissione sulle Ecomafie; Alessandra Sambuco maresciallo dell’Arma in servizio al gruppo anticamorra della Dda di Castello di Cisterna dove è in servizio anche il coautore del libro, Giuseppe Iannini, “uomo sottocopertura” dall’esperienza del quale sono stati ricostruiti molti episodi riportati nel libro.

“Napoli in Cronaca Nera”, presentato con un bagno di folla il libro di Simone di Meo e Giuseppe Iannini. In Sala consiliare nel palazzo municipale di Melito, a far gli onori di casa il sindaco di Melito dottor Antonio Amente. Hanno partecipato gli autori; Essian Emmanuel Kofi, scrittore ghanese molto noto nel suo paese ma anche in Italia collaboratore della Dda; Mafalda Amente, consigliere regionale vicepresidente della commissione sulle Ecomafie; Alessandra Sambuco maresciallo dell’Arma in servizio al gruppo anticamorra della Dda di Castello di Cisterna dove è in servizio anche il coautore del libro, Giuseppe Iannini, “uomo sottocopertura” dall’esperienza del quale sono stati ricostruiti molti episodi riportati nel libro. L’incontro è stato introdotto dal dottor Enzo Piscopo che ha tracciato una sintesi del lavoro compiuto nel libro. Annunciata la presenza del prefetto, Andrea De Martino, che però ha dovuto dare forfait per sopravenuti impegni istituzionali: il prefetto non ha mancato, però, di inviare un messaggio di apprezzamento al sindaco Amente per l’iniziativa che, peraltro, è inserita nel “Natale a Melito” ma è stata “un’occasione – dice il sindaco Antonio Amente – per far crescere la cultura della legalità e dire il nostro no al malaffare”. Prevista anche la presenza di Enzo D’Anna deputato Pdl che, come si può ben capire, ha dato forfait a sua volta perché impegnato nelle operazioni di voto alla Camera. Gli interventi sono stati moderati da Giuseppe De Silva, responsabile ufficio comunicazione comune di Melito.
“Sono iniziative fondamentali per formare una cultura diversa da quella che si ritiene dominante – dice Mafalda Amente -. In particolare dobbiamo agire con queste iniziative per dare ai giovani modelli positivi e per far comprendere che, chi sceglie la strada della malavita, finisce sempre per essere perdente”. Simpatico ed apprezzato l’intervento di Essian Emmanuel Kofi, collaboratore dela Dda, che ha raccontato l’episodio dell’imperatore romano che aveva sempre la necessità di tenere con se 5 cavoli. “Per vivere – ha detto Kofi – qui c’è gente che non si accontenta dei 5 cavoli e vuole arricchirsi. A me e, sono convinto, a tutti voi, bastano 5 cavoli”. Fondamentale la sinergia tra informazione ed attività investigativa: lo ha ricordato Luciano Mottola di Cronache di Napoli, lanciando l’intervento di Simone di Meo che ha cominciato proprio su questo quotidiano e sul Corriere di Caserta. Così come Alessandra Sanbuco, ha ricordato la sua attività svolta alla tenenza di Melito di Napoli, un’esperienza che ha definito per i rimi tempi “schoccante” per la considerazione che a Melito molte fasce della società civile, importate da Napoli, sono di diretta influenza della criminalità organizzata. “E’ un piacere essere qui – ha detto Giuseppe Iannini – anche perché abbiamo presentato questo libro in diverse realtà e da nessuna parte abbiamo trovato la stessa disponibilità dataci dal sindaco Amente, a testimonianza che questa, a Melito, è una vera amministrazione anticamorra, perché la camorra si combatte non solo con l’attività repressiva ma con la corretta amministrazione e le iniziative di formazione in particolare per i giovani”. “Siamo stati inguaiati da una classe politica che in quindici anni – ha detto Simone Di Meo – ha fatto affari sui rifiuti non solo consentendo alla criminalità di diventare dominante nel settore, ma anche con la incredibile pletora di consulenze ed assunzioni clientelari determinata dalla chiara collusione con la criminalità organizzata”.