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Coppola: “Sviluppare una riflessione sulla concilazione”

“I commercialisti sono impegnati in prima linea per fornire misure opportune a contrastare la crisi economica e la disoccupazione giovanile. In quest’ottica, la conciliazione rappresenta un tema centrale, nel quale la nostra categoria ha creduto molto. Si tratta ora di sviluppare una riflessione strutturata per intensificare le attività su un tema così delicato”. Lo ha detto Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, a margine del convegno “Il Collegato Lavoro, tutte le novità e gli impatti della nuova normativa sulla gestione del lavoro”, organizzato dall’Odcec partenopeo e dall’Associazione costruttori edili Napoli (Acen). “Crisi significa emergenza lavoro ed emergenza giovani, che noi commercialisti combattiamo con iniziative come queste”, ha concluso il numero uno dell’Ordine.

“I commercialisti sono impegnati in prima linea per fornire misure opportune a contrastare la crisi economica e la disoccupazione giovanile. In quest’ottica, la conciliazione rappresenta un tema centrale, nel quale la nostra categoria ha creduto molto. Si tratta ora di sviluppare una riflessione strutturata per intensificare le attività su un tema così delicato”. Lo ha detto Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, a margine del convegno “Il Collegato Lavoro, tutte le novità e gli impatti della nuova normativa sulla gestione del lavoro”, organizzato dall’Odcec partenopeo e dall’Associazione costruttori edili Napoli (Acen). “Crisi significa emergenza lavoro ed emergenza giovani, che noi commercialisti combattiamo con iniziative come queste”, ha concluso il numero uno dell’Ordine. “Da tempo l’Acen è in prima linea nella lotta al sommerso e al lavoro nero”, ha sottolineato Roberto Catello, presidente e referente Relazioni Industriali e Affari Sociali Acen. “Del resto il sistema Ance ha messo al centro la sicurezza e la legalità quali condizioni premianti: non si tratta infatti solo di obblighi, ma di occasioni di vantaggio competitivo e sociale”.
Dal canto suo, Paolo Pennesi, direttore generale Attività Ispettiva del ministero del Lavoro, ha evidenziato come per la prima volta si fissino paletti ben definiti sulla tematica. “Col Collegato vengono ampliate le norme di delega per i grandi progetti e semplificati i percorsi della conciliazione. Finalmente possiamo dire che in Italia vengono accorciati i tempi della mediazione”.
Secondo Concetta Ferrari, direttore generale Risorse Umane del Ministero del Lavoro, “sarà necessaria una profonda riorganizzazione degli uffici del dicastero: la struttura rispetto all’arbitrato dovrà essere rivoluzionata. Cambieranno anche gli uffici del territorio e ci saranno novità per il pubblico impiego”.
Giovanni Granata, consigliere delegato commissione Lavoro Odcec Napoli, ha rimarcato come con il Collegato venga meno l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nelle controversie di lavoro. “Le parti potranno finalmente scegliere se percorrere questa strada o adire l’autorità giudiziaria. In un solo caso il tentativo di conciliazione prima del giudizio rimarrà obbligatorio: chi vorrà impugnare dinnanzi al giudice un contratto di lavoro certificato dovrà preventivamente esperire il tentativo presso la commissione che ha emesso l’atto di certificazione”.
Il professore Giuseppe Ferraro, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha sostenuto: “Conciliazione e lotta al sommerso sono temi centrali della riforma. Obiettivo è la deflazione del contenzioso, individuando percorsi alternativi. La priorità deve essere quella di dare un forte input al comparto avviando l’attività produttiva e rendendo più elastici i rapporti tra le parti”. Gli fa eco Danilo Papa, dirigente Div. I Dgai Ministero del Lavoro, che nel corso del suo intervento si è soffermato sulla nuova disciplina sanzionatoria in materia di lavoro nero.
Per la Direzione del Lavoro sono intervenuti il direttore regionale della Campania Nicola Agosta e quello della provincia di Napoli Renato Pingue: “Il Collegato Lavoro rappresenta un grande passo verso la normalizzazione di un settore delicato. Avrà un impatto fondamentale sull’attività imprenditoriale grazie alla semplificazione sulla mediazione e alle nuove dinamiche nei contratti”.
I componenti dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli hanno invece messo l’accento sull’impegno della categoria in materia di gestione del lavoro. Il vicepresidente Bruno Miele ha affermato: “I commercialisti sono coinvolti a 360 gradi e rivestono un ruolo decisivo nel rapporto tra datori di lavoro e contribuenti”. Secondo Vincenzo Moretta, consigliere segretario, “per i professionisti la vera novità riguarda le mediazioni: ci sarà uno snellimento delle procedure, con molti passaggi in meno, tempi rapidi e provvedimenti incontestabili”. Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Condurro, presidente commissione Lavoro Odcec Napoli: “Il Collegato arriva in una situazione economica difficile: si tratta di una normativa necessaria perché contribuisce a combattere il sommerso e va a regolarizzare il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente rendendolo più snello”.
Antonio Alfè, copresidente commissione Lavoro Odcec Napoli, ha dichiarato che “con la nuova normativa arriveranno nuove opportunità nel rapporto lavorativo che garantiranno la salvaguardia delle parti in causa”. Il segretario commissione Lavoro Odcec Antonio Tammaro ha messo in luce il ritrovato dialogo tra imprese e sindacati, interrotto negli ultimi anni. “Il lavoratore avrà la possibilità di far valere le sue ragioni in tempi molto più brevi”. Sono intervenuti al forum anche Salvatore Russo e Anna Del Vecchio, componenti della commissione Lavoro dell’Ordine partenopea: “L’impatto della normativa sarà dirompente per la classe imprenditoriale italiana: finalmente il legislatore ha posto fine agli sprechi del passato e compiuto un decisivo passo verso i giovani. La priorità resta combattere la dispersione scolastica, che nel nostro Paese è al 19%”.
Nel corso dell’evento Francesca Vitelli ha presentato il volume “Una vita da precaria, riflessioni di una quarantenne sul mercato del lavoro”.