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Confcommercio chiede più tutela per le piccole imprese

Si è svolto oggi un incontro presso la CONFCOMMERCIO tra il Presidente Pietro Russo e l’Assessore Mario Raffa in merito al Piano Commerciale attualmente all’esame del Consiglio Comunale.
“Pur apprezzando la grande disponibilità al dialogo ed alla comprensione delle istanze degli operatori commerciali manifestata dall’Assessore – ha affermato Russo al termine dell’incontro - riteniamo che la versione attuale del Piano, pur contenendo qualche passo in avanti rispetto alla prima bozza, non tuteli a sufficienza le piccole imprese da una ulteriore e caotica espansione della Grande Distribuzione in città.

Si è svolto oggi un incontro presso la CONFCOMMERCIO tra il Presidente Pietro Russo e l’Assessore Mario Raffa in merito al Piano Commerciale attualmente all’esame del Consiglio Comunale.
“Pur apprezzando la grande disponibilità al dialogo ed alla comprensione delle istanze degli operatori commerciali manifestata dall’Assessore – ha affermato Russo al termine dell’incontro – riteniamo che la versione attuale del Piano, pur contenendo qualche passo in avanti rispetto alla prima bozza, non tuteli a sufficienza le piccole imprese da una ulteriore e caotica espansione della Grande Distribuzione in città. Servono inoltre strumenti più incisivi per agevolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico della città.” “Ci confronteremo con il Consiglio Comunale – prosegue Russo – per introdurre regole molto rigorose, sul piano dell’impatto urbanistico ed ambientale, per le aperture di grandi strutture commerciali. Occorre inoltre maggiore tutela per i piccoli imprenditori assediati dalla crisi e dal caro affitti, come dimostra il tragico caso del suicidio del collega del Corso Umberto. Proporremo di introdurre una norma già in vigore a Roma ed in altre grandi città, che prevede che i negozi storici, operanti da almeno 50 anni, debbano mantenere la stessa tipologia merceologica anche in caso di cambio di proprietà. Questo dovrebbe porre un freno alla scomparsa delle aziende storiche e limitare l’impennata degli affitti”.
“Servono – conclude Russo – norme più snelle e meno astruse per le occupazioni di suolo pubblico effettuate da bar e ristoranti, in modo da uscire dalla paradossale situazione attuale, nella quale tanti esercenti attendono da due anni i rinnovi e si corre il rischio serio che la prossima stagione estiva veda la città priva di tavolini e dehors”.