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Città italiane poco verdi

Le citta' italiane vengono spogliate sempre piu' del verde pubblico. In particolare si perdono sempre piu' gli alberi monumentali. Senza contare che ogni giorno la sottrazione di suolo equivale a 100 ettari in meno. Tra le buone notizie il minor consumo di acqua e la diminuzione dei veicoli. Rimane alta pero' la preoccupazione per la produzione di rifiuti. Questi gli aspetti principali su cui si concentra il VII rapporto sulla 'Qualita' dell'ambiente urbano' dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in cui si analizzano i 48 maggiori centri del nostro Paese.

Le citta’ italiane vengono spogliate sempre piu’ del verde pubblico. In particolare si perdono sempre piu’ gli alberi monumentali. Senza contare che ogni giorno la sottrazione di suolo equivale a 100 ettari in meno. Tra le buone notizie il minor consumo di acqua e la diminuzione dei veicoli. Rimane alta pero’ la preoccupazione per la produzione di rifiuti. Questi gli aspetti principali su cui si concentra il VII rapporto sulla ‘Qualita’ dell’ambiente urbano’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in cui si analizzano i 48 maggiori centri del nostro Paese.

Nel 50% delle citta’ italiane le aree verdi non superano il 5%. Soltanto in 8 citta’ – spiega il report – il ‘verde’ cittadino supera il 20%. Palermo e’ il Comune con la maggiore ‘copertura’ arborea (31,9%), seguito da Ravenna (29,9%), Ancona (28,1%) e Roma (27,5%). Si evidenzia anche l’incidenza ecologica e ambientale delle aree tutelate come parchi e riserve naturali. Diminuzione delle aree agricole e consumo di suolo portano alla ”frammentazione dei territori” con un tasso di ‘furto’ pari a 100 ettari al giorno. Tra il 1999 e il 2006 a livello nazionale si e’ costruito ogni anno per un’estensione equivalente a 3 volte la superficie della citta’ di Napoli. In molte citta’ e pertanto diminuita la densita’ abitativa: per esempio Roma che e’ passata da un’intensita’ d’uso di 109,5 abitanti per ettaro di suolo consumato a una di 80 abitanti per ettaro al 2008. Nel 2009 cala il consumo di acqua pro-capite con punte virtuose a Prato (46 metri cubi/abitante), a Sassari (46,8), e Foggia (48,1). Inoltre, migliora la pianificazione e anche la situazione delle reti di distribuzione. Sul versante della mobilita’ va segnalata la diminuzione dei veicoli soprattutto al nord (a Milano meno 2,9%; a Venezia meno 3,5%; a Roma meno 5,2%);anche se aumentano le auto a gasolio e quelle di alta cilindrata, ma anche quelle con minori emissioni. Resta molto da fare sulla mobilita’ sostenibile con un ”considerevole divario” tra il nostro Paese e le citta’ del nord Europa. Cambiamenti anche nelle condizioni meteo-climatiche delle citta’. Calano le emissioni in atmosfera, scende la media di precipitazioni ma aumento in modo generalizzato la temperatura anche di un grado, per esempio, a Vicenza, Padova e Cagliari. Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico va segnalato una situazione difficile nelle aree urbane del bacino della pianura padana. Rimane alta anche l’attenzione per la produzione di rifiuti. I maggiori incrementi si segnalano a Campobasso (+7,3%), Modena (+7%), Forli’ e Napoli (+6,2%). I migliori livelli di raccolta differenziata si rilevano a Novara (oltre 70%) e a Trento (oltre il 50%). Infine, anche il turismo e’ un fattore importante di pressione sull’ambiente dal momento che il numero di esercizi ricettivi (tra il 2006 e il 2009) nelle maggiori citta’ e’ aumentato del 40%, ma soltanto dell’8% a livello nazionale.

Adriano Esposito

 

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