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Bossi: “Non si può contare su Fini”

«Berlusconi e Fini ormai non si prendono più. Sui voti di Fini non ci si può più contare. Ma Berlusconi dice di avere i numeri…». Così Umberto Bossi, interpellato a Montecitorio dai cronisti, commenta le ultime vicende legate alla casa di An a Montecarlo. All’osservazione che i voti arriveranno probabilmente da ex Udc e da altri siciliani, Bossi risponde: «La Sicilia è lontana».

Continua intanto il «mercato» dei parlamentari, con un constante anderivieni di deputati. Gli ultimi spostamenti: Catone lascia il Pdl e va al Fli, Sbai fa il percorso opposto, da Fli al Pdl; Scanderebech dice addio al Pdl e torna all’Udc. E intanto il pallottoliere dei numeri della maggioranza si muove in continuazione attorno alla soglia di 316.
A meno di una settimana dal discorso del 29 settembre di Silvio Berlusconi alla Camera, le porte che separano i gruppi di Montecitorio continuano a chiudersi e ad aprirsi. Il primo giro è quello di Gianpiero Catone. Eletto con il Pdl e con un passato orgogliosamente rivendicato nella Dc: diventa il trentaseiesimo deputato di Futuro e Libertà. Lo annuncia lui stesso nella sede della “Discussione”, movimento territoriale molto diffuso in Campania e Abruzzo, che porta in dote al gruppo dei finiani. Catone rivela anche i retroscena della sua “sofferta decisione”: »Ho avuto un lungo colloquio con Berlusconi. Gli ho spiegato le mie ragioni. I suoi consiglieri non sono alla sua altezza. Alla fine non ha potuto che prendere atto, pur con profondo rammarico, della mie decisioni».
Si va sull’1-0 per Fli. Ma il Pdl poco dopo incassa un altro colpo. Deodato Scanderebech, subentrato al posto del centrista Michele Vietti alla Camera ma iscrittosi al gruppo del Pdl, annuncia il suo ritorno nell’Udc: «È una questione di coerenza e rispetto della volontà popolare – spiega – Sono stato eletto con l’Udc, avevo lasciato il partito per problemi legati al territorio che ora sono risolti. Ho cercato una mediazione e un raccordo per un riavvicinamento fra Casini e Berlusconi, ma il clima ora non lo permette».
Nel pomeriggio la parlamentare italo-marocchina Souad Sbai annuncia il suo rientro tra le file del Pdl: «Oggi ritorno per continuare il lavoro iniziato – spiega in conferenza stampa seduta tra Fabrizio Cicchitto e Sandro Bondi – Non c’è niente dietro e niente contro il presidente Fini, spero che rispetti la mia decisione». Degli ex colleghi dice che «in Fli c’è malessere» e lascia capire che altri potrebbero seguirla: «Ma non faccio nomi, io parlo per me».
I fininani restano così a quota 35 ma il Pdl, a fine giornata, si ritrova con un deputato in meno. Ma anche nel centro la situazione è in subbuglio. Dopo l’addio quasi certo dei 5 ’transfughì guidati da Saverio Romano, c’è da registrare la richiesta del deputato Angelo Cera al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini di difenderlo «dalle continue pressioni e da una campagna mediatica che ha addirittura fatto pensare di un mio passaggio con altri partiti». Nel frattempo i tre liberaldemocratici Italo Tanoni, Daniela Melchiorre e Maurizio Grassano continuano a rimandare il momento della decisione se sostenere o meno il governo: la riserva sarà sciolta solo dopo il discorso che Berlusconi farà in aula il 29.