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Berlusconi: “Si voti solo per la Camera”

Silvio Berlusconi introduce una nuova polemica nella tregua che non dovrebbe creare problemi all'esecutivo fino alla definitiva approvazione della legge di stabilita' al Senato. ''Noi andremo avanti al governo con la fiducia che, sono sicuro, avremo al Senato e, credo, anche alla Camera. Ma se cosi' non fosse credo che dovremo andare di nuovo a votare per la Camera'', ha detto il premier intervenendo telefonicamente ieri alla convention milanese del Pdl.

Silvio Berlusconi introduce una nuova polemica nella tregua che non dovrebbe creare problemi all’esecutivo fino alla definitiva approvazione della legge di stabilita’ al Senato. ”Noi andremo avanti al governo con la fiducia che, sono sicuro, avremo al Senato e, credo, anche alla Camera. Ma se cosi’ non fosse credo che dovremo andare di nuovo a votare per la Camera”, ha detto il premier intervenendo telefonicamente ieri alla convention milanese del Pdl. La conclusione del ragionamento fatto da Berlusconi e’ una novita’: ”Se ci dovesse essere una fiducia che non c’e’ alla Camera, benissimo: si andra’ a votare per la Camera stessa”. Il presidente del Consiglio conclude il suo intervento dicendosi convinto che ”il 60 per cento degli italiani e’ con noi”. Ma i finiani confermano per oggi il ritiro della propria delegazione dal governo, primo passo per l’apertura formale della crisi. Il premier disegna uno scenario che non ha precedenti e che potrebbe essere foriero di nuove dispute istituzionali con il Quirinale: la possibilita’ che si voti solo per rinnovare la Camera. Durante l’ultimo governo Prodi (2006-2008) si parlo’ della possibilita’ di sciogliere solo il Senato, dove quell’esecutivo aveva una maggioranza piu’ risicata, ma poi non se ne fece nulla. Berlusconi sbarra anche la strada a ipotesi di nuove maggioranze: ”Ci sono dei professionisti della politica che possono aspirare a diventare presidente del Consiglio o della Repubblica solo grazie a compromessi di palazzo. Ma questa non e’ democrazia: e’ solo partitocrazia”. Da Italo Bocchino, capogruppo di Fli, arriva uno stop alle intenzioni del premier: ”Se la risposta di Berlusconi a una crisi di governo ormai conclamata e’ questa, c’e’ da preoccuparsi seriamente per le istituzioni e per la soluzione dei problemi degli italiani. L’ipotesi del solo scioglimento della Camera in caso di sfiducia e’ un escamotage”. Di segno diverso e’ l’opinione di Umberto Bossi: ”Secondo me Berlusconi vuole andare al voto, percio’ gioca al ribasso. Io giocherei invece al rialzo”. Il leader della Lega conferma che il Carroccio non avrebbe problemi ad affrontare l’ipotesi del voto anticipato. Pier Ferdinando Casini ribadisce la posizione dell’Udc, favorevole alla formazione di un nuovo governo senza la leadership di Berlusconi: ”Le forze economiche e sociali del paese sostengono che e’ una pura follia andare a votare e vanno nella direzione del buon senso. Ecco perche’ una crisi che porta alle elezioni e che faccia perdere cinque mesi e’ del tutto irresponsabile. Noi non vogliamo perdere tempo, per questo proponiamo un percorso accelerato per l’approvazione della legge finanziaria”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa annuncia una iniziativa in extremis nei confronti di Fli: ”Nei prossimi giorni gli ottanta parlamentari di An eletti nel Pdl si rivolgeranno ai quaranta che ci hanno lasciato perche’ si fermino sull’orlo del baratro. La nostra storia ci insegna che prima di tutto vengono l’Italia e gli italiani, e poi i rancori”. ”Il governo Berlusconi sta traccheggiando. I mezzucci di andare prima al Senato, dove pensa di essere piu’ forte, poi alla Camera vogliono dire non guardare in faccia la realta’: non esiste piu’ la maggioranza. C’e’ una mozione di sfiducia presentata da noi alla Camera, questa mozione va votata e va discussa”, dice Enrico Letta, vice segretario del Pd. A Milano intanto, dove si svolgevano le primarie del centrosinistra per scegliere il proprio candidato a sindaco per le elezioni della prossima primavera, il candidato del Pd Stefano Boeri e’ stato battuto da Giuliano Pisapia, il candidato sostenuto da Sinistra, ecologia e liberta’: 40,1 per cento contro il 45,3. Hanno votato oltre 67 mila milanesi, una partecipazione pero’ in calo rispetto ai circa 82 mila che si erano recati ai seggi nel 2006. Commenta Pisapia: ”Il Pd continuera’ a essere la componente principale di un centrosinistra unito e rigenerato da questa bella pagina politica per sconfiggere insieme le destre, a Milano”. Il risultato e’ pero’ un campanello d’allarme per il segretario Pier Luigi Bersani in caso di primarie con lo sfidante Nichi Vendola, leader di Sinistra ecologia e liberta’.