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Barbera (Solidarietà e Cooperazione Cipsi): “Le anziane donne dell’Africa pongono la vita al centro di tutto, mettendo al servizio della propria comunità i loro saperi”.

“Un anziano che muore è una biblioteca che brucia”, dice il narratore maliano Hamadou Hampaté Bâ nel suo libro “Il saggio di Badiangara”. “In molte civiltà, soprattutto quella africana, gli anziani sono da sempre considerati detentori di sapere e saggezza, perché più vicini al mondo degli antenati rispetto ai giovani. Tutt’altra cosa rispetto all’occidente, dove sono spesso abbandonati e privati dei diritti elementari come la salute e l’assistenza.

“Un anziano che muore è una biblioteca che brucia”, dice il narratore maliano Hamadou Hampaté Bâ nel suo libro “Il saggio di Badiangara”. “In molte civiltà, soprattutto quella africana, gli anziani sono da sempre considerati detentori di sapere e saggezza, perché più vicini al mondo degli antenati rispetto ai giovani. Tutt’altra cosa rispetto all’occidente, dove sono spesso abbandonati e privati dei diritti elementari come la salute e l’assistenza.

In particolare, le anziane donne dell’Africa, affrontano quotidianamente la vita con determinazione, dignità e coraggio, mettendo al servizio della propria comunità la loro saggezza e i loro saperi”. Questo il commento di Guido Barbera, presidente del coordinamento di Ong Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in occasione della Giornata internazionale delle persone anziane che si celebra domani, 1 ottobre, ed è stata istituita dalle Nazioni Unite per promuovere l’indipendenza, la partecipazione e la dignità delle persone anziane, combattendo al contempo ogni forma di abbandono, abuso e violenza.

“Le anziane donne africane pongono la vita al centro di tutto. Crescono i loro nipoti, si alzano al mattino e vanno a coltivare i campi, cantano, danzano e raccontano storie per allietare la famiglia e la comunità, combattono contro le malattie, le carestie, per proteggere l’ambiente e la madre terra, soffrono per la perdita dei propri figli e nipoti ma trovano sempre il coraggio di rialzarsi e vivere con dignità e forza. Sono garanzia di solidità, della radicalità e dell’appartenenza di ogni membro alla stessa essenza comunitaria. Sono, soprattutto, donne piene di amore e di gioia di vivere”.

“Il 7 ottobre verrà assegnato il Nobel per la Pace – commenta Eugenio Melandri, coordinatore di ChiAma l’Africa -. Vorremmo che la commissione di Oslo si ricordi anche di queste donne, delle anziane d’Africa, che possono indicarci un percorso da seguire verso il riconoscimento della dignità e del valore di ogni essere umano, verso l’amore per la natura e per la madre terra, verso la protezione e il sostegno ai figli, verso il futuro dell’umanità”.

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