La mancanza di competenze adeguate frena l’adozione dell’IA
Nel corso dell’ultimo anno, l’introduzione dell’intelligenza artificiale all’interno delle imprese con un minimo di 10 dipendenti ha registrato un incremento notevole, passando dall’8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025, rispetto a un 5% nel 2023. Questa informazione proviene dal report dell’Istituto Nazionale di Statistica Imprese e Ict sul 2025.
A quanto si evidenzia nel rapporto, le imprese di dimensioni maggiori mostrano un aumento più rilevante in valori assoluti, con una crescita dal 32,5% nel 2024 al 53,1%, ampliando così il divario con le piccole e medie imprese (PMI), che vedono comunque raddoppiare il proprio tasso d’adozione, passando dal 7,7% al 15,7%. Nelle imprese del Nord-ovest, il tasso di crescita è ancora più pronunciato, passando dall’8,9% nel 2024 al 19,3%.
La carenza di competenze necessarie rappresenta un ostacolo significativo per l’adozione dell’IA, con quasi il 60% delle imprese che hanno considerato ma poi deciso di non intraprendere investimenti in questo settore.
L’implementazione di software gestionali ha visto un aumento di circa 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente, raggiungendo nel 2025 il 56,0% delle imprese con almeno 10 dipendenti.
Inoltre, nel 2025 il 68,1% delle imprese ha investito in servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato. Negli ultimi due anni, la percentuale di imprese che hanno condotto analisi dei dati utilizzando personale interno o rivolgendosi a organizzazioni esterne è passata dal 26,6% al 42,7%.
Ciro Di Pietro

