mercoledì, 18 Febbraio , 26

In Italia ci sono 22 milioni di smart tv, più di una su due. E la fascia 65-74 anni è in prima fila davanti al televisore

MondoIn Italia ci sono 22 milioni di smart tv, più di una su due. E la fascia 65-74 anni è in prima fila davanti al televisore

MILANO – Dal 75esimo Festival di Sanremo (Rai 1) con 12,1 milioni di spettatori e il 66,8% di share a “Un passo dal cielo 8” (sempre Rai 1) con 4,1 milioni e il 22,7% di share. In mezzo altri otto programmi tra i più visti della stagione televisiva 2025 (tra cui “Mina”, “Affari tuoi”, “La ruota della Fortuna” o “C’è posta per te”), così come riferiti dall’annuario 2025 della televisione italiana a cura del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi, “Ce.r.t.a”, dell’Università Cattolica, presentato stamane a Milano dal suo direttore, il docente di Economia e marketing dei media Massimo Scaglioni. Il cuore dell’indagine però, che ogni anno indaga il cambio di abitudini televisive degli italiani, riguarda l’avvento delle Smart Tv nell’epoca dello streamcasting, dove gli editori televisivi sono chiamati a fare anche gli “streamer”, a sperimentare cioè modalità innovative di distribuzione, mentre le piattaforme on demand, a sottoscrizione e/o supportate dalla pubblicità, come Netflix, finiscono per “adottare alcune ricette tipiche del broadcasting (puntando, per esempio, al co-viewing familiare, specie su SmartTV).

Le TV connesse, nelle case degli italiani, hanno superato i 22 milioni. Sono pari al 50,9% del parco complessivo, è la prima volta che superano questa soglia. Al termine del 2022 queste erano ancora meno di 18 milioni e rappresentavano il 42% del totale. L’ingresso di una televisione connessa in una casa, infatti, non rappresenta solo un cambiamento tecnologico: trasforma profondamente i consumi, facendo quasi raddoppiare il contenuto fruito fuori dal tradizionale palinsesto lineare, per lo più in modalità on demand. E dunque, spiegano gli esperti della Cattolica, il consumo di TV “tiene” sostanzialmente nel confronto con la scorsa stagione, grazie al contributo dei device diversi dal televisore tradizionale: da settembre 2024 a maggio 2025 (la stagione analizzata) il consumo medio in total audience (che misura il consumo televisivo indipendentemente dal device utilizzato, includendo quindi anche le visualizzazioni su Smart TV, tablet, smartphone e pc) è di 8.730.000 spettatori medi nel giorno medio, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). Una differenza più ampia (-1,6%) se si considera solo la TV tradizionale. Nel prime time gli spettatori in total audience sono 19,6 milioni: anche in questo caso la decrescita rispetto alla scorsa stagione è piuttosto limitata (-1,4%).

L’altro effetto importante della diffusione delle SmartTV è quello di far crescere l’abitudine di visione di contenuto in streaming/on demand “non riconosciuto” (ovvero fuori dal perimetro del palinsesto degli editori tradizionali) sulle fasce di popolazione più adulto-anziana, con un balzo del 10,5% di incremento sugli ultra 65enni, a conferma che questa fascia di popolazione (in particolare 65-74 anni) è ormai digitalmente attrezzata e attiva.

Nel 2025 il 40% del consumo di TV in termini di AMR (ascolto medio) si genera su una Smart Tv, con un incremento del 6% rispetto allo scorso anno. Sono soprattutto le fasce di popolazione over 45 che vedono crescere il consumo attraverso Tv connessa: + 10% rispetto allo scorso anno.Meno titoli, ma con investimenti record: la stagione 2024-25 segna l’esordio di alcune tra le produzioni scripted italiane più costose di sempre. Solo contando le opere i cui dati sono censiti dal MiC, il costo complessivo dell’offerta originale supera 894 milioni di euro (+15% sul 2023-24), con un costo medio per minuto che oltrepassa i 27mila euro (+26%). A trainare verso l’alto i valori produttivi sono le grandi produzioni premium (M- Il figlio del secolo, Il Gattopardo, Citadel: Diana) e le co-produzioni internazionali in costume, come “L’amica geniale”.

Se la passa benino anche il comparto news, con oltre 9.300 ore complessive di notiziari, rubriche e speciali. Aumentano soprattutto le ore degli “speciali” informativi, che arrivano a circa 309 ore, in crescita del +140% con un picco nei mesi di aprile e maggio segnati dalla morte di Papa Francesco e dall’elezione di Leone XIV. Gli eventi sportivi “in chiaro” salgono a 920 ore complessive (+2%) sui canali generalisti e mini-generalisti (esclusi i tematici). Settembre e maggio i mesi con il maggior numero di ore di sport free-to-air: domina sempre il calcio, davanti al ciclismo (che segna però un calo del -28%) e ai motori.

Le foto della conferenza stampa:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari