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Il primo bene confiscato della Città metropolitana di Napoli diventa casa-rifugio per donne vittime di violenza

Sono contentissimo stamani di inaugurare questo bene confiscato, e intitolato alla memoria di Teresa Buonocore. Dedichiamo questo bene a lei. Riapriamo una casa che puzzava di camorra e profumerà di libertà, avremo un centro di accoglienza per donne vittime di violenza, donne che avranno la possibilità di portare con sé anche i figli. Questo è un segnale importantissimo perché è il primo bene confiscato della Città metropolitana di Napoli, della gestione Manfredi, che viene assegnato ad una cooperativa sociale che si occuperà di questo tema. Non dimentichiamo che questo è un Comune sciolto per camorra, quindi è un segnale importantissimo”. Così alla Dire il consigliere delegato ai Beni confiscati della Città metropolitana di Napoli, Salvatore Flocco, in occasione dell’inaugurazione della casa intitolata a Teresa Buonocore, che sarà rifugio per le donne vittime di violenza, in un bene confiscato alla criminalità organizzata nel Comune di Melito di Napoli.

Il bene è stato assegnato con determina della Città metropolitana di Napoli numero 16 del 2 gennaio 2023 in comodato d’uso a titolo gratuito e per finalità sociali alla cooperativa sociale Casa dei sogni, in associazione temporanea d’impresa con l’aps Nessuno Escluso, la cooperativa sociale Apeiron e l’associazione Comitato civico Camposcino.

Il villino sarà un alloggio per donne vittime di violenza e, proprio sulla base della proposta progettuale presentata dalle associazioni, con successiva delibera del 9 ottobre 2023, il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi ha deciso di intitolarlo a Teresa Buonocore, la donna assassinata il 20 settembre 2010 per aver aveva fatto condannare a 15 anni di reclusione per violenza sessuale il pedofilo che aveva abusato di sua figlia di 8 anni. L’uomo venne poi riconosciuto come mandante dell’omicidio.

Abbiamo accelerato molto sull’uso dei beni confiscati – ha evidenziato Manfredi – che erano fermi da un po’ di tempo. Questo è il primo che si avvia in maniera concreta su un tema, l’ospitalità delle donne vittime di violenza, che purtroppo, come anche i fatti recenti dimostrano, è una delle grandi emergenze che noi dobbiamo affrontare. Quindi c’è un uso davvero appropriato ed opportuno di un bene che è stato confiscato alla camorra in un territorio difficile”. Quello della violenza sulle donne “è un fenomeno – ha aggiunto – che non arretra e, anzi, emerge sempre di più. Tra poco presenteremo anche i dati sulla città di Napoli dove la nostra rete dei centri antiviolenza ha preso in carico oltre 500 donne“.

I fatti degli ultimi giorni – ha sottolineato la figlia di Teresa Buonocore, Alessandra Cuevas – sono proprio la rappresentazione del fatto che è molto complicato arginare il fenomeno della violenza sulle donne. E un luogo come questo è il luogo ideale da intitolare a mia madre”.

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