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FOTO| VIDEO | Il Treno del Ricordo oggi fa tappa alla stazione Ostiense di Roma

ROMA – Fa tappa oggi alla stazione Roma Ostiense il Treno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe. Prosegue così il viaggio del convoglio storico, inaugurato lo scorso 10 febbraio in occasione della Giornata del Ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata alla stazione centrale di Trieste, alla presenza della premier Giorgia Meloni. Un viaggio nel tempo per ripercorrere il dramma dei profughi istriani, fiumani e dalmati in fuga dalle loro terre sotto l’avanzata dell’esercito titino nel 1943. Tredici le tappe del treno, che attraversa l’Italia da nord a sud ripercorrendo il pellegrinaggio di decine di migliaia di persone che abbandonarono le loro case e la loro terra per restare italiani. Oggi la sosta nella Capitale alla presenza della ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, del vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, del deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, della vicesindaca di Roma, Silvia Scozzese, e del capo di gabinetto del ministero per lo Sport e i giovani, Massimiliano Atelli.

A BORDO UNA MOSTRA APERTA AL PUBBLICO

Il convoglio ospita a bordo una mostra multimediale aperta al pubblico, attraverso la quale si può ripercorrere idealmente il viaggio compiuto dagli esuli giuliano dalmati. I quattro vagoni principali (a cui si aggiungono quelli di ingresso e uscita) fanno da cornice alle quattro sezioni in cui è suddivisa l’esposizione: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore e Ricordi di una vita. Lungo il percorso si possono vedere filmati di repertorio provenienti dall’Archivio Istituto Luce e da Rai Teche, video originali, fotografie e masserizie fornite dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata (IRCI). L’iniziativa è promossa dal ministro per lo Sport e i Giovani, co-finanziato attraverso la Struttura di missione per gli anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali e realizzato dal Gruppo Fs e Fondazione Fs Italiane, con la collaborazione del ministero dell’Istruzione e del merito, ministero della Cultura, ministero della Difesa, Rai Teche, Istituto Luce, Istituto regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata (Irci), Rai Cultura e Rai Storia.

LE TAPPE DEL TRENO DEL RICORDO

Queste tutte le tappe del Treno del Ricordo: sabato 10 febbraio stazione centrale di Trieste, lunedì 12 febbraio a Venezia Santa Lucia, martedì 13 a Milano Porta Garibaldi, mercoledì 14 a Torino Porta Nuova, giovedì 15 a Genova Piazza Principe, sabato 17 ad Ancona Centrale, domenica 18 a Bologna Centrale, lunedì 19 a Parma, martedì 20 a La Spezia Centrale, giovedì 22 a Firenze Santa Maria Novella, sabato 24 a Roma Ostiense, domenica 25 a Napoli Centrale e martedì 27 a Taranto. Sarà possibile salire a bordo del treno dalle 9 alle 18, con l’ultimo ingresso alle 17.30.

FOIBE. BERNINI: FERITA PROFONDISSIMA, NON VALORIZZATA SUFFICIENTEMENTE

“Questo Treno del Ricordo significa ricordare tutte le pagine della storia senza omissioni, non esistono pagine della storia nascoste o strappate. Questa in particolare va ricordata, perché è una ferita profondissima che probabilmente nel primo ventennio del dopoguerra non è stata valorizzata sufficientemente. Questa non è solo la Giornata del ricordo, ma anche la giornata della riconciliazione, con una storia che la politica deve affrontare e con cui bisogna fare i conti, perché le nuove generazioni questo devono avere da noi, sincerità e verità”. Così la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, presente oggi alla stazione Roma Ostiense dove ha fatto tappa il Treno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe. “Per noi di Forza Italia è una giornata importantissima- ha proseguito Bernini- perché esattamente vent’anni fa, come maggioranza di centrodestra, nel Parlamento, che per noi rappresenta il luogo dove la riconciliazione deve avvenire, abbiamo voluto la Giornata del ricordo, che non doveva essere un giorno, non doveva essere una parola, ma un percorso. E cosa meglio di un treno può rappresentare un percorso di riconciliazione?”.

FOIBE. ROCCA: FELICE CHE ROMA POSSA OSPITARE MUSEO DEL RICORDO

“Noi come Regione abbiamo messo a disposizione un immobile importante, sono felice che la presidente Meloni e il ministro Sangiuliano abbiano accolto la nostra disponibilità e che quindi Roma, la nostra Capitale, possa ospitare il Museo del Ricordo, un luogo anche per le giovani generazioni, per poter conoscere la nostra storia e affrontare meglio le sfide contemporanee, perché oggi sono ancora tantissime le persone costrette a scappare dalla guerra e dalla violenza”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, presente oggi alla stazione Roma Ostiense dove ha fatto tappa il Treno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe. “Sicuramente- ha aggiunto Rocca- questa del Treno del Ricordo è un’iniziativa che aiuta la memoria condivisa rispetto alla sofferenza che è stata inflitta, proprio nel ricordo di chi ha vissuto quella tragedia, cioè i popoli fiumani, istriani e giuliano-dalmati”.

FOIBE. RAMPELLI: COINVOLGERE ANCHE SLOVENIA E CROAZIA PER TRENO RICORDO

“Penso che il Treno del Ricordo sia molto importante, intanto perché è un tentativo di cucire insieme delle tappe dell’Italia che hanno conosciuto il dramma delle foibe e dell’esodo. L’auspicio è quello che si possa, più in là nel tempo, trasformare questo Treno del Ricordo, che è un treno della riconciliazione nazionale, in un treno della riconciliazione europea”. Così il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, intervistato oggi dalla Dire in occasione della tappa romana, presso la stazione Ostiense, del Treno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe.

“La Slovenia e la Croazia- ha proseguito- devono essere coinvolte in questo passaggio, che vuole e deve rappresentare, allo stesso modo di come lo abbiamo fatto qui in Italia istituendo il Giorno del Ricordo, un momento di solidarietà nei confronti di popolazioni che hanno sofferto le pene dell’inferno non solo perché maltrattate, talvolta derise e addirittura uccise, ma anche perché negate del diritto alla verità, del diritto ad avere almeno riconosciuta continua a leggere sul sito di riferimento