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Flotilla, il primo gruppo di attivisti portato ad Ashdod. Tajani: “Israele favorisca il rientro degli italiani”

MondoFlotilla, il primo gruppo di attivisti portato ad Ashdod. Tajani: “Israele favorisca il rientro degli italiani”

ROMA – In Israele è iniziato lo sbarco del primo gruppo di attivisti della Flotilla nel porto Ashdod: lo ha riferito la Farnesina, in una nota, aggiungendo che un secondo gruppo dovrebbe arrivare nel corso della giornata. Nel comunicato si sottolinea che “i funzionari dell’ambasciata d’Italia a Tel Aviv sono in contatto con le autorità israeliane del porto di Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la loro partenza per l’Italia”. Secondo la Farnesina, “gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire”. Nella nota si riferisce ancora: “Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Tajani ha insistito perché i cittadini italiani, fra cui un parlamentare della Repubblica e un giornalista, vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo perché vengano tutelati l’incolumità e i diritti di ogni singolo attivista”.

Stando a quanto scritto su X dalla Global Sumud Flottilla, gli attivisti rapiti hanno inziato lo sciopero della fame: “Per protestare contro il loro rapimento illegale e in segno di solidarietà con gli oltre 9500 ostaggi palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, almeno 87 persone hanno iniziato uno sciopero della fame. Chiediamo il rilascio di tutti gli ostaggi del regime israeliano! Chiediamo al vostro governo di condannare questo atto di pirateria!”.

STAMPA ROMANA: LIBERARE GIORNALISTA ‘FATTO QUOTIDIANO’ E MILITANTI

“Alessandro Mantovani, collega del Fatto
Quotidiano, sia subito rilasciato con tutti gli attivisti della
Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle
forze armate israeliane con un autentico atto di pirateria, per
bloccare il soccorso umanitario della martoriata popolazione di
Gaza e impedire il racconto dei crimini e delle violazioni dei
diritti umani che lì, come in Cisgiordania e in Libano,
continuano a essere perpetrati. Un obiettivo, quest’ultimo,
perseguito con la mattanza dei cronisti sul campo, le
intimidazioni, l’accesso negato all’informazione internazionale.
Stampa Romana esprime tutta la sua vicinanza ad Alessandro
Mantovani e agli altri sequestrati, per le ragioni dell’umanità e
del diritto di cronaca”. Così in una nota l’Associazione Stampa
Romana.

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