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Fedagripesca, con taglio fondi Ue a rischio 7 imprese su 10

NewsFedagripesca, con taglio fondi Ue a rischio 7 imprese su 10

Urgente un intervento istituzionale

Le risorse allocate per il settore si aggirano intorno ai 2 miliardi di euro, con una mancanza di circa 4 miliardi. Circa il 70% delle aziende di pesca è considerato a rischio. Non sono solo le risorse finanziarie a destare preoccupazione, ma anche l’idea di creare un fondo unificato che copra diversi settori, rendendo meno efficaci gli interventi.

In una nota, Confcooperative Fedagripesca esprime timore per il netto taglio del 68% dei fondi dedicati alla pesca commerciale in Europa, come previsto nell’ultima manovra finanziaria riguardante il Bilancio Ue 2028-2034.

“Una decisione illogica che mette in pericolo non solo migliaia di posti di lavoro, ma l’intero settore europeo, fondamentale per la sicurezza alimentare e la tutela degli oceani”, afferma Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.

Nel contesto europeo, la pesca commerciale garantisce 350mila posti di lavoro diretti, fornisce il 65% del pesce consumato nell’Unione con un fatturato annuo di 37 miliardi di euro e supporta 3mila comunità costiere, preservando identità e tradizioni storiche.

Il netto abbattimento delle risorse, avverte l’associazione, compromette in modo irreversibile tre aspetti fondamentali: la sicurezza alimentare, la transizione ecologica (poiché senza investimenti sarà impossibile rinnovare le flotte, adottare tecnologie sostenibili e combattere la pesca illegale) e la coesione sociale, poiché mette a rischio il futuro di aree costiere già vulnerabili.

“Richiediamo alle autorità europee e nazionali di rivedere al più presto questa decisione miope”, conclude Tiozzo, evidenziando che “la pesca professionale non rappresenta una spesa, ma un investimento strategico: assicura cibo di alta qualità, protegge gli ecosistemi marini e contrasta lo spopolamento dei territori; ridurre i fondi significa significa svalutare il nostro mare e la nostra eredità culturale”.

Le cooperative sollecitano con urgenza il ritorno delle risorse fondamentali per supportare la pesca e l’acquacoltura.

Ciro Di Pietro

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