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Emergenza, gli italiani ostaggio degli smartphone per 4 ore al giorno

NewsEmergenza, gli italiani ostaggio degli smartphone per 4 ore al giorno

Dal Kundalini Yoga una risposta antica alla manipolazione digitale

L’esperto Claudio Pelloni: “Se non sei concentrato, sei manipolabile. La soluzione è dentro di noi”

L’Italia è nel pieno di un’epidemia silenziosa. Ogni giorno, i cittadini trascorrono in media tra le tre e le quattro ore incollati ai dispositivi mobili, erodendo progressivamente le proprie capacità cognitive e diventando sempre più vulnerabili alla manipolazione. Un fenomeno che corre parallelo a un altro dato significativo: la crescita senza precedenti del settore del benessere mentale, con investimenti in costante aumento in terapie psicologiche e psicofarmaci.

Mentre il disagio avanza, però, emergono risposte inattese dalle antiche tradizioni orientali. Le statistiche internazionali fotografano un interesse crescente: oltre il 50% dei praticanti di yoga dedica almeno 45 minuti alla disciplina, con circa 14 milioni di praticanti over 50 nei soli Stati Uniti. Tra i giovani adulti di 18-29 anni la crescita raggiunge il 19%, sebbene la maggior parte delle pratiche rimanga concentrata sul benessere fisico piuttosto che sugli aspetti meditativi.

A lanciare l’allarme e proporre una via alternativa è Claudio Pelloni, esperto di Kundalini Yoga e autore di due pubblicazioni specialistiche. “La concentrazione è sotto attacco attraverso gli smartphone e tutta una serie di meccanismi che cercano di allontanarci dalla nostra attenzione”, avverte Pelloni. “Se non siamo concentrati, siamo manipolabili. Se non vuoi essere manipolato, aumenta la tua concentrazione”.

Il percorso di Pelloni affonda le radici in un’esperienza personale drammatica, iniziata oltre vent’anni fa dopo un grave incidente motociclistico che lo avvicina alle pratiche riabilitative simili allo yoga. “Ho scoperto che se smettevo di allungare e lavorare sul corpo, gli infortuni e le ricadute fisiche erano molto frequenti, mentre praticando con continuità riuscivo ad avere una vita normale”, racconta.

La svolta decisiva arriva dodici anni fa, in un momento di profonde difficoltà economiche e familiari, con l’incontro con il Kundalini Yoga. “È stato un punto di svolta. Il Kundalini agisce su più livelli: non solo sul corpo, ma anche sugli stati emotivi e mentali della persona”, spiega.

Le tecniche tradizionali di questa disciplina comprendono pratiche avanzate: sospensioni respiratorie, manipolazioni energetiche chiamate bandha e mudra evoluti, posizionamenti specifici di lingua e corpo, forme raffinate di Trataka e utilizzo consapevole del suono. Nei livelli superiori, queste metodologie vengono integrate per regolare con precisione i sistemi nervoso simpatico e parasimpatico.

“Si tratta di pratiche che richiedono studio, preparazione fisica e una guida competente”, precisa Pelloni. “Non sono tecniche commerciali, perché implicano impegno e continuità, ma proprio per questo si rivelano molto più efficaci e proficue nel lungo periodo”.

A supportare queste affermazioni interviene anche la scienza: una ricerca del Kundalini Research Institute ha dimostrato che la pratica aumenta le dimensioni dell’ippocampo negli adulti anziani, confermando su base neurologica i benefici della disciplina.

L’approccio proposto da Pelloni mantiene una prospettiva rigorosamente laica e tecnologica. “Il Kundalini Yoga è una tecnologia dell’essere umano”, chiarisce. “Agisce su corpo, respiro, suono e attenzione, producendo effetti misurabili sulla coscienza”. Una metodologia che distingue nettamente religione e spiritualità, considerando la prima come sistema di credenze e la seconda come dimensione universale dell’esperienza umana.

Centrale, nel percorso verso la meditazione profonda, è la preparazione del corpo.

Raggiungere stati meditativi avanzati richiede la capacità di rimanere immobili per almeno 30 minuti senza disturbi fisici. “Se cominciano dolori al ginocchio, alla schiena o al collo, questi ti portano verso il dolore del corpo e non ti permettono di andare verso la concentrazione assoluta”, spiega l’esperto.

I risultati, per chi intraprende questo cammino con disciplina, superano secondo Pelloni qualsiasi esperienza materiale: “Ho girato il mondo, ma non ho mai trovato la felicità che ho trovato nel mio tappeto di casa. Quel grado di felicità non lo puoi trovare in nessuna parte del mondo e con nessuna quantità di denaro. Quella zona te la devi guadagnare, e non si guadagna con cifre assurde”.

In un’epoca segnata dall’accelerazione digitale e dalla diffusione dei disturbi dell’attenzione, le antiche tecnologie della coscienza si candidano a diventare l’antidoto più efficace contro la manipolazione contemporanea. L’autonomia mentale, conquistata attraverso disciplina e concentrazione, si configura così non solo come percorso di crescita personale, ma come autentico strumento di resistenza sociale.

Pelloni ha condensato oltre vent’anni di ricerca in due volumi, firmati con il suo nome spirituale Dass Sangat Singh: “I cinque doni di Dharana” e “Kundalini tecnologia dell’estasi”, entrambi disponibili su Amazon, che offrono basi teoriche e applicazioni pratiche di queste discipline millenarie. Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo testo sull’apnea sportiva con approccio sperimentale.

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