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5 novembre 2020

De Lise (commercialisti): giovani revisori, percorso negli Enti locali nuovamente in salita

Il percorso per gli aspiranti giovani revisori degli Enti locali diventa sempre più restrittivo e in salita. Riteniamo condivisibile l’impronta professionalizzante, contenuta nella Relazione Illustrativa alle modifiche al Decreto del Ministero dell’Interno n.23 del 15 febbraio 2012, che il Viminale vuole dare a questa figura. Ma ci sono alcune gravi criticità. La più evidente è l’innalzamento a 20 crediti formativi per l’accesso all’elenco dei revisori degli Enti locali (rispetto agli attuali 10) che rischia di rappresentare un’ulteriore barriera all’ingresso”.

Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili.  

“Entrando nel merito delle proposte, anche alla luce delle osservazioni pervenute dai colleghi che operano sul territorio, riteniamo che il restringimento alla sola provincia di residenza, con ulteriore provincia a scelta nella Regione di appartenenza, sia un criterio penalizzante e limitativo dell’indipendenza. Vi sono infatti diversi casi di province con pochissimi Comuni (la provincia BAT con 10 Comuni, di cui il più piccolo di circa 6.200 abitanti) e nessuno di prima fascia. Il rischio è che la prima preclusione al giovane collega derivi proprio dalla provincia di residenza”, evidenzia De Lise.

“Inoltre, siamo d’accordo sull’affiancamento dei 18 mesi come requisito di accesso all’elenco. Anche in questo caso è necessario fare, tuttavia, le opportune riflessioni. Le collaborazioni di cui all’art. 239, co.4, D. Lgs. 267/2000 possono creare discriminazioni, abusi e speculazioni”.

“Sarebbe opportuno, invece, prevedere l’obbligatorietà, per gli incarichi di seconda e terza fascia, dell’affiancamento di un giovane collega attinto da un elenco separato, al quale riconoscere il giusto compenso e il rimborso delle spese sostenute”. In alternativa, sarebbe comunque opportuno definire i requisiti specifici e le relative procedure per evitare che l’affiancamento sia inefficace”.

“Inoltre – prosegue De Lise – riteniamo opportuno che, a garanzia della terzietà dell’Organo di Controllo, la nomina del Presidente del Collegio dei Revisori nei Comuni di terza fascia avvenga con un’estrazione su base regionale, e non per nomina consiliare”.

Infine, secondo il presidente dei giovani commercialisti c’è un nodo sui compensi: “Deve essere fatto obbligo ai Comuni, in sede di estrazione, a pena applicazione di sanzioni, di attenersi ai compensi ed ai rimborsi spese, di cui al D.M. 21 dicembre 2018, a firma del ministero dell’Interno e del ministero delle Finanze. Seppur recentemente incrementati, tali compensi non sono assolutamente proporzionali alla mole di adempimenti richiesti ai revisori Enti locali né alle responsabilità connesse a tale funzione”.