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Zingaretti: “A disposizione di un progetto politico, dipende dal Pd”

ROMA –  “Dipende molto dal mio partito, io sono amministratore della mia comunità ormai da 14 anni perché insieme abbiamo sempre vinto le elezioni. Io sono a disposizione di un progetto politico, poi dipenderà dal gruppo dirigente del Pd. La mia consiliatura è finita perché dopo due mandati nel Lazio non ci si può ricandidare e personalmente penso che due mandati per un presidente di Regione siano sufficienti”. Con queste parole il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parla del suo futuro politico (dovrebbe essere candidato in Senato alle elezioni di settembre) a Radio Rai 1. “Sicuramente combatterò strada per strada per ridare speranza a questo Paese, che è la mia gente e la mia comunità. Ora c’è bisogno di non uccidere la speranza di potercela fare. Nel secondo dopoguerra gli italiani stavano peggio di ora ma c’era più speranza che il giorno dopo sarebbe stato migliore. Dobbiamo riaccendere questo. Che vuol dire scuola, lavoro, giusto reddito, restituire agli imprenditori un’Italia semplice per non essere uccisi da una burocrazia asfissiante- spiega Zingaretti- E abbiamo più strumenti che in passato, perché il digitale non è una cosa neutra. La digitalizzazione dell’Italia può cancellare le lungaggini burocratiche, aumentare la legalità e rafforzare gli imprenditori onesti: ma bisogna correre. Grazie al Pnrr i soldi li abbiamo, ma non bisogna fermarsi e rimettere al centro l’idea di un’Italia più giusta perché nessuno sia lasciato solo”. 

ZINGARETTI: “PURTROPPO NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN’ALLEANZA CON IL M5S”

“Col M5S purtroppo non ci sono in questo momento le condizioni per allearci, perché verrebbe meno la credibilità di una proposta politica a questo punto”, prosegue il presidente della Regione Lazio parlando delle prossime elezioni politiche. “Guardiamo a chi sarà d’accordo con l’idea di un’Italia competitiva, giusta, che fa della rivoluzione ambientale un’opportunità per vivere meglio e che affronta il tema della lotta alle disuguaglianze come pilastro di un nuovo modello di sviluppo- aggiunge Zingaretti, restando sempre sul tema dei prossimi alleati del Pd- Abbiamo alle spalle anni drammatici in cui parlare di solidarietà, lotta alle disuguaglianze e della gente povera era quasi percepita come una cosa del passato: errore drammatico. Addirittura a volte c’è una persecuzione nei confronti delle persone povere, come se ci fosse bisogno di un bagaglio di poveri per fare stare meglio gli altri. La lotta alle disuguaglianze è la condizione per mettere in campo un nuovo modello di sviluppo. Metterei in campo questa idea di Italia per costruirla con chi ci sta”.

ZINGARETTI: “IL PD PUÒ FARCELA SE METTE AL CENTRO LA PERSONA”

“Il Pd, che è stato il pilastro della lotta al Covid e forza fondamentale per gli investimenti del Pnrr, ce la può fare se però mettiamo al centro la persona e la sua dignità. Il che significa scuola, salario giusto e attenzione a chi non ce la fa, che è sia l’escluso sia il piccolo imprenditore che ha paura perché la piccola azienda di famiglia è messa in crisi”, spiega ancora Zingaretti. “Come contro la tragedia del Covid, noi saremo la forza che sarà da garante del fatto che nessuno sarà lasciato solo. Contro il Covid lo abbiamo fatto, ora la pandemia ci ha lasciato di fronte un’emergenza sociale e la paura delle imprese di non farcela. Abbiamo gli strumenti per combattere ma devono essere messi al servizio di tutti. Quindi nessuno deve essere lasciato solo- aggiunge Zingaretti- Questo vuol dire affrontare il tema del lavoro povero, della povertà educativa, serve una politica che metta in campo provvedimenti che trasformino quella rabbia che c’è in milioni di italiani in speranza di potercela fare. Penso sia possibile”.

ZINGARETTI: “MIE DIMISSIONI? CI PORREMO PROBLEMA DOPO EVENTUALE ELEZIONE IN PARLAMENTO”

Sulla tempistica delle sue eventuali dimissioni da presidente della Regione Lazio nel caso di una sua elezione in Parlamento, Zingaretti, a margine di un evento in Campidoglio, ha detto: “Io credo che anche per il rispetto della legge questo problema ce lo porremo dopo l’eventuale elezione al Parlamento, se sarò candidato. Sia perché lo prevede la legge, in caso di incompatibilità, sia per non scaricare sul governo regionale e sui cittadini del Lazio fibrillazioni e crisi che non dipendono da noi ma dal quadro politico nazionale”. 

ZINGARETTI: “NEL LAZIO CI SONO LE CONDIZIONI PERCHÉ UNA MAGGIORANZA LARGA VINCA ANCORA LE REGIONALI”

“Mi auguro, ma questo dipenderà dai protagonisti della futura avventura perché io dopo due mandati non potrò ricandidarmi alla presidenza della Regione, che questa maggioranza larga che ha ben governato il Lazio si confermi e si riproponga per vincere. Io credo che le condizioni per vincere ci siano tutte, perché lo scossone politico nazionale è stato recepito sul governo del Lazio con grande serietà e responsabilità”, concluso il presidente della Regione Lazio.

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