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‘Vivimi senza paura’, a Roma Gala di beneficenza per la Locanda dei Girasoli

ROMA – Si chiama ‘Vivimi senza paura’ ed è un Gran Gala di beneficenza davvero speciale. È quello che si tiene venerdì 1 ottobre a favore de ‘I Girasoli’, associazione che dal 1999 è impegnata a favorire l’inclusione sociale e lavorativa di giovani con sindrome di Down, sindrome di Williams e altre disabilità cognitive. L’evento, che inizierà a partire dalle 19.30 presso l’Hotel Anantara Palazzo Naiadi di Roma, è promosso da Lo.Li. Pharma.

L’agenzia Dire ne ha parlato con Vittorio Unfer, presidente del Cda dell’azienda farmaceutica dedicata a prodotti destinati alla Ginecologia. “Si tratta di una serata di beneficenza ristretta a 60 persone- spiega Unfer- alla quale prenderanno parte personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui la madrina dell’evento Manuela Arcuri, esponenti del mondo della politica, giornalisti, professionisti e imprenditori. Tutte persone che hanno avuto una vita migliore e più agiata, ovviamente anche per le loro capacità ma anche per un pizzico di fortuna. Le ho volute invitare e tutte hanno accettato con grande entusiasmo e curiosità, proprio per dare un segnale economico, concreto, ai giovani che lavorano nel ristorante-pizzeria ‘La Locanda dei Girasoli’. Un luogo che ha un obiettivo molto bello, quello di integrare i ragazzi down, diversamente abili, rendendoli il più indipendenti possibile, cioè facendoli lavorare, dando loro uno stipendio, l’indipendenza di un appartamento, di una casa, fino ad una convivenza tra loro”.

Unfer aggiunge: “La mia azienda coprirà tutti i costi della cena di gala e ogni partecipante si sentirà libero di fare la propria donazione. Ci saranno poi alcuni negozi che ci sono stati vicini, una sfilata di moda dei gioiellieri e tutto ciò che verrà acquistato, ovviamente sotto il controllo di un notaio, la sera stessa verrà immediatamente devoluto a favore della Locanda dei Girasoli”. ‘Vivimi senza paura’ è il titolo dell’iniziativa di beneficenza. “Abbiamo voluto riportare la frase di un ragazzo down- prosegue Unfer- un ragazzo bellissimo, sorridente, che ci dona serenità. Forse questi giovani hanno un quoziente di intelligenza più basso ma hanno un’intelligenza emotiva probabilmente più alta della nostra, sono molto più empatici, entrano davvero dentro le cose. Parlando con lui, mi ha detto semplicemente ‘Vivimi senza paura’, non creare un muro tra di noi, perché magari il mio viso non ti rasserena, ti può spaventare o può spaventare qualcuno solo perché lo vede diverso. Qualche volta le diversità ci spaventano. Invece questi giovani mi hanno dato molto e hanno dato molto ai miei collaboratori quando siamo stati a trovarli nel loro locale. Da questa conoscenza, da questo rapporto empatico forte, da questi sentimenti ho ricevuto davvero tanto e voglio dare qualcosa in cambio”.

Nel suo libro ‘Il denaro in testa’, il medico, scrittore e accademico italiano, noto psichiatra e neurofarmacologo, Vittorino Andreoli, scrive: “Oggi ci sono persone con la sindrome di Down che danno un significativo contributo alla società in cui vivono, magari all’interno del piccolo gruppo di cui fanno parte. Esserne diventati consapevoli ha cambiato il concetto stesso di malattia e di follia. Insomma, l’uomo non è a una ma a molte dimensioni, e occorre non soffermarsi solo sull’aspetto più evidente, sull’immediato, ma cercare le qualità nascoste”.

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COME NASCE L’INIZIATIVA A FAVORE DELLA ‘LOCANDA DEI GIRASOLI’

Le qualità nascoste dei ragazzi che lavorano nella ‘Locanda dei Girasoli’, Vittorio Unfer le ha certamente trovate e ha deciso di premiarle. Con un gesto concreto, semplice ma fatto con il cuore, attraverso un’iniziativa all’insegna della solidarietà. Un’iniziativa nata per caso. “Da molti anni io stesso e tutta la mia azienda volevamo entrare a far parte del sociale- racconta- volevamo fare qualcosa che ci avvicinasse di più alle persone e ai loro problemi. Come tante volte accade nella vita ho avuto un incontro casuale, che mi è subito piaciuto moltissimo, con Stefania, la persona che gestisce la Locanda dei Girasoli”.I ragazzi della Locanda lavorano “tutti come volontari- prosegue- e ho la garanzia che ciò che noi facciamo per loro arrivi veramente, cosa che qualche volta non capita quando ci affidiamo ad altre associazioni, perché dobbiamo fare i conti con un iter burocratico che fa sì che la nostra donazione giunga solo in una certa percentuale. Qui, invece, siamo sicuri che le nostre donazioni arriveranno al 100%, perché abbiamo toccato con mano, abbiamo visto, siamo andati a mangiare alla Locanda dei girasoli ed è stata una esperienza bellissima e davvero emozionante”.

Lo.Li. Pharma è una azienda che compie 20 anni. “Una azienda- afferma il presidente del Cda della farmaceutica- anche lei, proprio come l’iniziativa ‘Vivimi senza paura’, nata per caso, frutto di una combinazione. Il mio professore universitario mi mandò come consulente medico in un’azienda farmaceutica, mi innamorai di tutto ciò che era la ricerca, in questo caso la ricerca farmacologica, capii che esistono ancora buchi terapeutici, malattie che non sono ancora ben curate e che si poteva fare molto. Da allora, come ginecologo, medico e ricercatore ho sviluppato un bel gruppo di ricerca con il quale ho dato vita a nuovi prodotti, poiché preferiamo non comprarli all’estero. Abbiamo avuto un buon successo in Italia, dove siamo tra le prime dieci aziende farmaceutiche nel settore della Ginecologia. Abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali e attualmente esportiamo i nostri prodotti in oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Sono davvero belle soddisfazioni che, però, vogliamo condividere con qualcuno che è meno fortunato di noi, proprio come i ragazzi della Locanda”.

LA LOCANDA DEI GIRASOLI E LA PANDEMIA

Quanto la pandemia da Covid-19 ha inciso sulla Lo.Li. Pharma e sulla Locanda dei Girasoli? “Da un punto di vista economico- dichiara- siamo stati tra i più fortunati, forse per il nostro modo di operare. I nostri prodotti sono riconosciuti come efficaci, abbiamo una solida base e siamo rimasti operativi sul mercato. Chiaramente, anche noi siamo entrati nel mondo dello smart working, in quello della comunicazione via internet, siamo stati isolati anche tra di noi continua a leggere sul sito di riferimento