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Vaiolo delle scimmie, Bassetti: “Nessuno stigma, ma campagna vaccinale per omo e bisessuali”

ROMA – “Nessuno stigma, ma bisogna avviare una campagna vaccinale contro il vaiolo delle scimmie nei confronti di omosessuali e bisessuali. A dirlo l’infettivologo Matteo Bassetti, su facebook. Il vaiolo delle scimmie è “importante, da non sottovalutare- ricorda ancora Bassetti- evitiamo di far diventare un problema sanitario un problema sociale”. Nessuno stigma nei confronti di omosessuali e bisessuali, avverte l’infettivologo, “ma sono dati epidemiologici talmente evidenti che il 97% dei contagi riguardi queste persone che non si può che indirizzare a loro una campagna di prevenzione senza stigma e senza omofobia- conclude- ma cercando di agire il più velocemente possibile”. 

LEGGI ANCHE: Vaiolo delle scimmie, vaccino in 4 Regioni ma no a campagna di massaBassetti sottolinea che le dosi dei vaccini “non sono probabilmente sufficienti, ma iniziamo da quelle che abbiamo a disposizione nelle regioni italiane- consiglia – iniziamo a indirizzare la vaccinazione ai giovani maschi che hanno avuto o che intendono avere rapporti sessuali con altri maschi. Quindi non si parla di una campagna vaccinale di massa- avverte- donne, bambini e anziani non sono interessati da questo problema”. La vaccinazione offerta è quella relativa sia “ai nuovi vaccini, specifici per il vaiolo delle scimmie, ma anche al vaccino del vaiolo umano che può essere utilizzato perché dà una sorte di protezione”. Chi è nato prima del 1977 “è coperto o comunque continua ad avere un certo grado di protezione- ricorda Bassetti- ma è probabile che anche per questa categoria, così come per chi è nato prima, si debba fare una dose di richiamo”. 

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“STIME SONO PUNTA DELL’ICEBERG, CASI MOLTI DI PIÙ”

“Numeri impressionanti per il vaiolo delle scimmie: 30mila casi nel mondo, che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema sottostimato. È molto probabile che i casi non diagnosticati siano due, tre volte di più”, afferma ancora Bassetti su facebook.

“L’Italia si pone al decimo posto nel mondo con 550-580 casi, ma anche qui quelli non diagnosticati saranno molti di più. Ieri è arrivata la circolare del ministero della Salute, in cui si parla per la prima volta delle persone più a rischio di altre- ricorda l’infettivologo- e si fa menzione delle persone gay, trans e bisessuali che evidentemente hanno ad oggi interessato oltre il 97% dei contagi e a cui bisogna indirizzare in questo momento la campagna vaccinale”.

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