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Unicredit e Mef interrompono i negoziati per l’acquisizione di Mps

ROMA – “Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti, UniCredit e il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena”. Così in un comunicato congiunto.

LEGA: CHE SOLUZIONE PROPONE IL NEOELETTO LETTA?

“Che soluzione propone l’onorevole Letta, eletto pochi giorni fa proprio a Siena? Mesi, anni, miliardi e posti di lavoro persi per colpa del Pd”. Così fonti della Lega dopo le ultime notizie sull’interruzione del negoziato con Unicredit.

MARATTIN E D’ALFONSO: MEF RIFERISCA SUBITO IN PARLAMENTO

“A seguito del comunicato del ministero dell’Economia e Finanze in cui si annuncia lo stop alle trattative con Unicredit Spa per la cessione della quota della banca Monte dei Paschi di Siena attualmente in mano al settore pubblico, in coerenza con gli impegni assunti dal ministro Daniele Franco in occasione dell’audizione del 4 agosto scorso, siamo a richiedere che il ministro dell’Economia e Finanze, o il Direttore Generale del Tesoro, vengano prontamente a riferire presso le Commissioni Finanze di Camera e Senato in merito alla situazione relativa a MPS e alle sue prospettive future”. Così in una nota Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera, e Luciano D’Alfonso, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato.

ZANICHELLI (M5S): NECESSARIA PROROGA PER TROVARE SOLUZIONE

“Da mesi come MoVimento 5 Stelle palesavamo scetticismo sulle richieste avanzate da Unicredit e bene ha fatto il ministero del Tesoro a mettere in discussione l’accordo per la fusione di Mps. A questo punto serve maggiore tempo per trovare una soluzione. Per questo c’è da auspicarsi che il ministro Franco chieda una proroga all’Unione Europea e convochi non una sola, ma le maggiori banche italiane per individuare una via che preservi il marchio e il futuro dei lavoratori. Una soluzione che non abbia Unicredit come primo partner perché gli imbarazzi sarebbero inevitabili. Un imbarazzo internazionale che l’Italia non può permettersi”. Lo dichiara in una nota Davide Zanichelli, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Finanze.

“La prima soluzione da percorrere – specifica il deputato – è cercare di conservare la possibilità che Mps rimanga pubblica e venga risanata come banca commerciale controllata dallo Stato. Ma finché la deadline per vendere resterà il 31 dicembre e Unicredit il solo compratore diventerà difficile trovare un accordo soddisfacente”.

“Non è da escludere nemmeno l’idea di un pool delle maggiori banche italiane come acquirenti di Mps o parte di essa cosicché il Governo possa negoziare con diversi attori messi in concorrenza tra loro per ottenere le condizioni più vantaggiose per tutelare i soldi dei contribuenti, tutelare il marchio della banca più antica del mondo e tutelare il ruolo di banca commerciale e dei suoi lavoratori”, conclude Zanichelli.

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