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TikTok e militanza: così i giovani di Fratelli d’Italia provano a convincere i coetanei

ROMA – “Se cinque anni fa i giovani hanno votato in massa per il Movimento 5 Stelle, questa volta siamo sicuri che sceglieranno Fratelli d’Italia e la nostra proposta politica”. Fabio Roscani, il presidente di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ne è certo: “Il mito secondo il quale i giovani votano a sinistra è, appunto, un mito. I ragazzi hanno perso fiducia nella politica, ma noi sapremo dare le giuste risposte”. Classe 1990, Roscani ha mosso gli stessi passi della leader di Fratelli di Italia, Giorgia Meloni, che già da adolescente militava nei gruppi studenteschi di destra ed è stata presidente della Giovane Italia e di Azione Giovani.

LA SCUOLA DI GIORGIA MELONI

È qui che si forma la classe dirigente di Fratelli d’Italia. Nel logo, il tricolore che sventola in un pugno. “Si dice spesso che FdI non ha alle sue spalle persone formate, non è vero: vengono tutte da qui, dalla politica attiva, dalla militanza giovanile”, spiega Roscani all’agenzia di stampa Dire. Ma sulla sua candidatura non si sbilancia: ho dato la mia disponibilità, ma aspettiamo le liste che si stanno stilando in questi giorni”.

Secondo il presidente di Gioventù nazionale, in queste elezioni politiche i giovani giocheranno un ruolo fondamentale, e il partito che rappresenta punta a convincerli. “Il nostro è il movimento giovanile più in salute”, commenta Fabio Roscani. Più di 50mila iscritti (triplicati negli ultimi due anni), circa 10mila follower su Instagram e un canale TikTok, dove caricano brevi video per mandare messaggi chiari ai giovani elettori. “Per parlare ai giovani i social giocano un ruolo fondamentale. Su TikTok puntiamo a colpire l’attenzione e andare dritti al punto: per noi fondamentale parlare alle giovani generazioni, che per troppi anni sono state ignorate dalla politica. Noi vogliamo essere il loro punto di riferimento”. Tra i reel di Instagram, pillole video in cui si parla ai giovani di un’Europa “forte e indipendente”, di “stop a reddito di cittadinanza e tasse”. In uno dei brevi filmati, Meloni balla insieme ai suoi giovani attivisti sulle note di ‘Shakerando’.

LE IDEE PER GLI UNDER26: ZERO TASSE E NO AL REDDITO DI CITTADINANZA

“I giovani per antonomasia sono curiosissimi e molto interessati alla politica, è la politica che non si è interessata a loro. Smettiamola di affrontare la questione giovanile con i bonus, usciamo dalla logica del reddito di cittadinanza. Dobbiamo rilanciare il mercato del lavoro, quindi zero burocrazia e zero tasse per gli under35 che vogliono aprire un’impresa- spiega Fabio Roscani- questi sono gli investimenti che contribuiscono alla crescita della nazione”. Nel programma, tra i punti che riguardano le tematiche giovanili ci sono anche zero tasse per chi ha meno di 26 anni e un percorso di studi più breve, che porti i giovani a laurearsi tra i 21 e i 22 anni per “poter essere già pronti al mondo del lavoro”, aggiunge il leader di Gioventù nazionale. Per la scuola, un “imponente piano sull’edilizia scolastica e mai più didattica a distanza, che ha mortificato la comunità studentesca italiana”.

Riassumendo: “Casa, lavoro e famiglia. Bisogna mettere i giovani nella condizione di poter trovare un lavoro, comprarsi una casa e farsi una famiglia. Questi sono punti seri per rilanciare il ruolo delle giovani generazioni nel futuro della nazione”. Non c’è lo Ius Scholae: la cittadinanza, secondo i giovani di FdI, “deve essere scelta e richiesta, dopo i 18 anni, al termine del ciclo completo di studi”. Con la casa madre, i contatti sono continui. “Tra movimento giovanile e partito c’è sempre stato un rapporto ottimo, ora siamo in contatto con i dirigenti e i membri del partito che si stanno occupando del programma. Non voglio fare previsioni, ma immagino un risultato significativo”, dice Roscani. In autunno, subito dopo le elezioni, si ritroveranno tutti insieme per Atreju, la manifestazione politica giovanile della destra italiana che fu organizzata per la prima volta da Giorgia Meloni nel 1998. E per i giovani militanti di Fratelli d’Italia, il sogno è che possa tornarci da presidente del consiglio.

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