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Tg Ambiente, edizione dell’8 giugno 2021

– WWF: RISCALDAMENTO MEDITERRANEO 20% PIÙ VELOCE MEDIA
Quasi mille specie aliene si sono già adattate a vivere nelle calde acque del Mar Mediterraneo e stanno sostituendo le specie endemiche, mentre condizioni meteorologiche sempre più estreme devastano fragili praterie di fanerogame marine e i banchi di corallo, minacciando le nostre città e le coste. Con l’aumento delle temperature del 20% più veloce della media globale e l’innalzamento del livello del mare che dovrebbe superare il metro entro il 2100, il Mediterraneo sta diventando il mare con il riscaldamento più rapido e il più salato del nostro pianeta. In occasione della Giornata mondiale degli oceani, con il suo ultimo rapporto il WWF mostra come il cambiamento climatico abbia già trasformato, a volte in modo irreversibile, alcuni dei più importanti ecosistemi marini del Mediterraneo, con pesanti conseguenze per settori economici come la pesca e il turismo, e cambiamenti nel nostro consumo di pesce. “È necessaria un’azione urgente per mitigare ulteriori emissioni di gas serra e per adattarsi alla nuova realtà di un mare destinato a riscaldarsi”, avverte il nuovo report Wwf, raccontando sei storie di rapida trasformazione con cambiamenti irreversibili per la vita marina e umana.
– OPERAZIONE CC CITES, ORECCHIE E CODE MOZZATE PER SOLDI
Orecchie e code mozzate per motivi estetici, perché i cani avessero un aspetto più aggressivo e renderli più appetibili agli acquirenti. Una crudeltà vietata in tutta l’Unione europea pagata 200 euro a esemplare a quattro veterinari delle Provincie di Ancona, Macerata e Cosenza, risultati coinvolti con 16 allevatori in 52 amputazioni illegali delle orecchie e della coda di cani corso, pitbull e dogo argentino eseguite tra il 2017 e il 2019, oltre 40 delle quali ad opera di una sola veterinaria di Macerata. Lo hanno scoperto i Carabinieri Forestali del Nucleo Cites di Ancona dopo oltre due anni di indagini. 29 allevatori residenti in 9 Regioni italiane e 11 veterinari denunciati a diverso titolo per maltrattamento, falso in atto pubblico per aver redatto falsi certificati con timbri veterinari fasulli, traffico illecito di animali da compagnia, esercizio abusivo della professione veterinaria. Denunciati anche un trasportatore ed allevatore di cani di Bari per aver falsificato i documenti per l’esportazione di 30 tra cani corso, bassotto, mastino napoletano verso gli Usa e per aver da lì importato 5 tra american pittbull terrier, bulldog e golden retriever con documenti falsi, sotto i tre mesi di età e senza vaccinazione antirabbica. I reati contestati ai 40 soggetti sono tutti di natura delittuosa, puniti con reclusione fino a 18 mesi per il traffico e maltrattamento e fino a tre anni per l’esercizio abusivo di professione, oltre a pesanti multe.
– PIUNTI (CONOU): CIRCOLARITÀ CENTRALE IN SFIDA CLIMA
Nel 2020 il Conou – Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati – ha provveduto alla raccolta di 171 mila tonnellate di oli minerali usati, avviandone a rigenerazione la sostanziale totalità – 169 mila tonnellate – con una produzione di basi lubrificanti di 109 mila tonnellate. In termini percentuali la quota di rifiuto avviabile a rigenerazione nel 2020 è stata del 98,8% degli oli minerali usati raccolti, in lievissimo calo rispetto al 99,9% del 2019. Solo 1.600 tonnellate sono andate a combustione e appena 300 chili a termodistruzione. “Noi tiriamo fuori lubrificanti da un rifiuto pericoloso. Il nostro è un modello che funziona bene, è un’eccellenza a livello europeo”, spiega Riccardo Piunti, il nuovo presidente del Conou. In Europa solo il 60% degli oli minerali esausti viene rigenerato mentre noi rigeneriamo praticamente tutto, “l’Ue vorrebbe arrivare all’85% nel 2025 ma noi siamo già al 99%”, ricorda Piunti. Il consorzio rappresenta un’eccellenza dell’economia circolare, quindi e “la circolarità non è ‘una’ cosa da fare per vincere la battaglia del clima, ne è il pilastro centrale”, aggiunge il presidente Conou, perché “la battaglia del clima che non si vince se non si ricicla”.
– 51 DISCARICHE FUORI INFRAZIONE -20 MLN MULTE IN MENO/ANNO
Su 81 discariche abusive oggetto di procedura di infrazione europea consegnate il 24 marzo 2017 alla task force creata dall’Arma dei Carabinieri e guidata dal Commissario di Governo per la bonifica dei siti inquinati, generale Giuseppe Vadalà, più della metà – 51 – sono state portate fuori dalla procedura di infrazione permettendo all’Italia di risparmiare 20 milioni e 400mila euro ogni anno, altre 4 sono ancora al vaglio dell’Ue. 48 discariche sono ormai uscite dal procedimento sanzionatorio e 3 sono state proposte per l’uscita, per un totale di 55 siti bonificati o messi in sicurezza. La sanzione europea iniziata, nel 2014, con 42 milioni di euro oggi si è ridotta a 6.600.000 euro – calcolando anche i tre dossier al vaglio di Bruxelles – portando così un risparmio economico per l’erario e soprattutto restituendo zone più salubri alle collettività. Ecco in sintesi i significativi risultati esposti alla presentazione della VII relazione semestrale – giugno-dicembre 2020 – della task-force messa a disposizione dall’Arma dei Carabinieri per far fuoriuscire l’Italia dalla procedura d’infrazione europea sulle discariche abusive, presentati mercoledì 9 giugno al Comando Unità Forestali, Alimentari e Agroalimentari a Roma.

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