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Tg Ambiente, edizione del 24 gennaio 2023

ECCO IL PIANO INVESTIMENTI SNAM, 10 MILIARDI FINO AL 2026

Snam lancia il suo piano di investimenti: 10 miliardi di euro tra il 2022 e il 2026, con un incremento del 23% rispetto al piano precedente. Obiettivo è rafforzare le infrastrutture e contribuire alla maggiore sicurezza energetica del Paese. Dei 10 miliardi, 9 sono destinati all’infrastruttura del gas. In particolare: 6,3 sul trasporto, 1,3 per l’ampliamento e il rinnovo dei siti di stoccaggio, 1,4 destinati al Gnl. Gli investimenti nei business della transizione energetica ammontano invece ad un miliardo di euro. “Il 2022 è stato un anno di svolta per il sistema energetico globale- commenta Stefano Venier, amministratore delegato di Snam- ma in uno scenario di incertezza e volatilità estrema siamo stati in grado di garantire il massimo supporto per far fronte all’emergenza, costruendo i presupposti per le azioni necessarie alla gestione del prossimo futuro”. Nell’orizzonte di piano, spiega la società, sono previsti 100 milioni di euro di investimenti nell’idrogeno con il supporto dei fondi del Pnrr per contribuire a preparare l’ecosistema nazionale all’utilizzo dell’idrogeno.

EXPORT, AGROALIMENTARE ITALIANO VERSO NUOVO RECORD

L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale dopo lo storico traguardo di 52 miliardi raggiunto nel 2021. Nonostante la crisi energetica e l’impennata di costi per le imprese di vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, il settore dovrebbe toccare infatti i 60 miliardi nel 2022, con una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi dell’anno. “Si tratta di numeri importanti- dichiara il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini- che dimostrano ancora una volta la qualità e il valore indiscusso del cibo italiano nel mondo, sempre più apprezzato e ricercato”. Eppure le aziende agricole nazionali faticano a uscire dalla crisi, strette tra rincari, effetti della guerra e cambiamenti climatici. Da qui la richiesta alla politica di Cia-Agricoltori Italiani per sostenere sempre di più il settore primario.

NASCE L’INTERGRUPPO PARLAMENTARE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Spingere verso una transizione ecologica orientata verso modelli di sviluppo circolari e attenti all’inclusione sociale. Dare forma e attuazione al nuovo articolo 9 Costituzione che prevede la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Stimolare l’efficientamento energetico degli edifici. Sono solo alcuni degli obiettivi che vuole raggiungere l’Intergruppo parlamentare per il contrasto ai cambiamenti climatici, promosso dal senatore del Partito democratico Michele Fina, che si riunirà per la prima volta il primo febbraio. “È l’esordio di un luogo di confronto che spero possa servire a scattare una fotografia oggettiva e non ideologica degli effetti dei cambiamenti climatici”, spiega il senatore Fina. L’Intergruppo si occuperà anche di rigenerazione urbana e tutela del paesaggio, fusione nucleare e transizione digitale. Tra gli altri, hanno finora aderito all’Integruppo Susanna Camusso, Carlo Cottarelli, Andrea Crisanti, Ilaria Cucchi, Roberto Speranza e Nicola Zingaretti.

SICCITÀ, GRANDI LAGHI AI MINIMI E IL FIUME PO STREMATO

Le piogge continuano solo a lambire le zone settentrionali in deficit idrico, concentrandosi invece sull’Italia centromeridionale flagellata anche da ‘bombe d’acqua’. A pagarne le conseguenze sono i grandi laghi che rimangono ampiamente sotto media, ma la situazione non è positiva nemmeno per i fiumi. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche. “L’Italia divisa dalla linea della pioggia- commenta Massimo Gargano, direttore generale di Anbi- conferma l’immagine di un Paese dove paradossalmente convivono minaccia idrogeologica e rischio siccità, facce di una stessa medaglia”. Appare senza fine il calo delle portate piemontesi del fiume Po, che a Torino ha toccato -78%. In Lombardia calano ulteriormente i flussi dei fiumi Adda e Brembo, così come in Veneto il Piave e l’Adige. In Emilia Romagna migliorano le condizioni dei fiumi appenninici mentre in Umbria resta critica la condizione idrica del lago Trasimeno. Le bombe d’acqua che in Campania si sono abbattute su Irpinia e Beneventano hanno invece determinato una netta crescita di tutti i fiumi. In Sicilia, infine, nonostante un autunno piovoso, le riserve idriche hanno visto una crescita contenuta rimanendo inferiori alla media dei recenti 12 anni.
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