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Tamponi rapidi e mensa popolare: così gli studenti di Bologna si riprendono la piazza

BOLOGNA – Tamponi rapidi e mensa a prezzi popolari per riportare al centro i problemi degli studenti universitari dopo quasi un anno e mezzo di pandemia. È l’iniziativa promossa da Saperi naviganti oggi in piazza Verdi a Bologna. “Siamo completamente abbandonati a noi stessi”, spiega Davide Varasano, attivista del collettivo. Ci sono “problematiche come l’affitto e le tasse universitarie che sono rimaste le stesse”, senza contare che tanti “fanno lavoretti che con il Covid sono saltati, come un lavoratore della cultura o dello spettacolo, o sfruttato come quello del rider”.

Così, il collettivo ha indetto uno stato di agitazione e, nella piazza che nei giorni scorsi è stata teatro di assembramenti serali, allestito con tavoli e gazebo la doppia iniziativa di oggi, garantendo il rispetto delle distanze e delle norme anti-Covid. “Non vuole essere uno sfidare le regole di contenimento del Covid- chiarisce Varasano- abbiamo voluto creare questa giornata di cura e socialità per sopperire alle mancanze istituzionali e allo stesso tempo per ribadire che una socialità differente, responsabile, consapevole è possibile”.

E gli studenti apprezzano l’idea, riempiendo, nel rispetto delle distanze, la piazza. Dal tavolo di accettazione per i tamponi rapidi si accede al gazebo per effettuare il test rapido, e poco più in là uno spazio per rimanere in attesa i 15 minuti di rito in attesa dell’esito. L’operazione è a prezzo di costo, sei euro totali, e a chi ne ha la possibilità viene chiesto di lasciare un po’ di più per permettere qualche tampone ‘sospeso’. Separati da una transenna, invece, i tavoli per la mensa. “Questa giornata è stata possibile grazie al Laboratorio di salute popolare che oltre ad averci fatto il protocollo sanitario per poter svolgere la giornata in sicurezza ci ha dato la possibilità di svolgere i tamponi- spiega Varasano- mentre per quanto riguarda la mensa a prezzi popolari abbiamo la biopizzeria che si basa su idea di alimentazione sostenibile e a chilometri e a prezzi popolari considerato anche i costi elevati della mensa dell’Università di Bologna”.

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