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SPECIALE ELEZIONI | Le sfide principali del Sud

NAPOLI – Domenica 12 giugno appuntamento con le elezioni amministrative in 978 Comuni d’Italia: tra questi, ci sono quattro capoluoghi di Regione (Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro) e 26 capoluoghi di provincia. Sempre domenica, i cittadini di tutta Italia saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum in materia di giustizia che sono stati ritenuti ammissibili dalla Corte Costituzionale. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23.

Per i Comuni sopra i 15mila abitanti, nel caso in cui nessun candidato conquisti il 50% più uno dei voti, è previsto un ballottaggio che si svolgerà il 26 giugno. In questo caso, al secondo turno, al candidato sindaco potranno essere collegate liste differenti al primo. Nei Comuni sotto i 15mila abitanti si vota con il sistema maggioritario secco, in pratica vince chi si aggiudica più voti.

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SICILIA

Sono 120 i Comuni siciliani che il 12 giugno voteranno per eleggere i propri sindaci e per rinnovare i consigli comunali e circoscrizionali. I seggi saranno aperti solamente domenica (dalle 7 alle 23). La popolazione coinvolta è di 1.710.451 abitanti, di cui 900.823 anche per le elezioni dei presidenti di circoscrizione e dei consigli circoscrizionali (657.561 a Palermo e 243.262 a Messina).In 107 centri (fino a 15 mila abitanti) si voterà con il sistema maggioritario, in tredici (nei quali l’eventuale ballottaggio si terrà il 26 giugno) con quello proporzionale. I consiglieri comunali da eleggere sono 1.520 e le sezioni elettorali che saranno costituite sono 1.747. Nella sola città di Messina si voterà anche per il referendum sull’istituzione del nuovo Comune ‘Montemare’, formato da dodici villaggi della fascia collinare e costiera tirrenica del capoluogo. L’elettore – sia per il Consiglio comunale che per quello circoscrizionale – può esprimere una o due preferenze nella stessa lista, ma di genere diverso: una femminile e una maschile. Il voto espresso per una lista si estende al candidato sindaco a essa collegato e non viceversa: il cosiddetto “effetto trascinamento”. Prevista anche la possibilità del voto disgiunto, che rende libero l’elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata.Alla chiusura delle operazioni di voto, si procederà con lo spoglio delle schede dei cinque referendum sulla giustizia, mentre quello relativo alle Amministrative verrà rinviato a lunedì 13 giugno, a partire dalle 14. La precedenza verrà data alle elezioni comunali, poi a quelle circoscrizionali (solo per Palermo e Messina) e infine al referendum per l’istituzione del nuovo Comune messinese. Si vota in due capoluoghi di provincia: Palermo e Messina, dove le consultazioni riguardano anche le 8 circoscrizioni di Palermo e le 6 di Messina. Alle urne anche altri grossi centri: Palma di Montechiaro e Sciacca, nell’Agrigentino; Niscemi, in provincia di Caltanissetta; Aci Catena, Palagonia, Paternò e Scordia, nel Catanese; Pozzallo e Scicli, in provincia Ragusa; Avola, nel Siracusano; Erice, in provincia di Trapani.

SFIDA LAGALLA-MICELI PER IL DOPO ORLANDO A PALERMO

La battaglia elettorale per Palermo appare sostanzialmente una corsa a due tra Roberto Lagalla e Franco Miceli, con l’incognita del ‘terzo incomodo’ Fabrizio Ferrandelli.Le elezioni che segneranno la fine dell’era di Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile esprimono il più classico degli scontri centrodestra-centrosinistra.Lagalla, ex rettore ed ex assessore regionale all’Istruzione, partito in solitaria con la sola sponsorizzazione dell’Udc, è riuscito a compattare tutto il centrodestra sul suo nome: nove le liste al suo fianco, compresa quella della Dc di Totò Cuffaro, che ha innescato le polemiche sul tema mafia e politica.Dall’altra parte Miceli, presidente dell’Ordine nazionale degli architetti, attorno al quale si è costruita l’alleanza progressista Pd, M5s e mondo della sinistra: quattro le liste a suo sostegno.Outsider Fabrizio Ferrandelli, sostenuto dal tandem +Europa-Azione, che punta su tre liste.Questi gli altri tre nomi in corsa: Francesca Donato (Rinascita Palermo), Rita Barbera (civica e Potere al popolo) e Ciro Lomonte (Siciliani liberi).

A MESSINA PARTITA A 3 TRA BASILE, CROCE E DE DOMENICO

Variabile ‘Cateno De Luca’ sulle elezioni comunali di Messina. Nella città dello Stretto sarà partita a tre per Palazzo Zanca, lasciato anzitempo dal sindaco verace che punta alla presidenza della Regione.De Luca, intanto, gioca la carta Federico Basile, ex direttore generale del Comune che si porta dietro nove liste. Con De Luca anche la Lega, capitanata a Messina da Nino Germanà.Il centrodestra schiera Maurizio Croce, capo della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico del governo regionale: otto le liste a suo sostegno.L’asse giallorosso Pd-M5s punta su Franco De Domenico, ex deputato regionale dem: per lui quattro liste.Il quadro si completa con altri due candidati civici: Luigi Sturniolo e Salvatore Totaro.Sfida elettorale sui generis, inoltre, nella piccola centro di Malfa, 977 anime sull’isola di Salina, alle Eolie: Clara Rametta, con la sua lista ‘Noi per Malfa’, sarà l’unico nome in campo. Contro di lei un solo avversario, l’astensionismo: dovrà recarsi alle urne un numero non inferiore al 50% del corpo elettorale, altrimenti le elezioni non saranno valide.

CALABRIA

A CATANZARO 6 ASPIRANTI SINDACI, È BOOM DI LISTE E CANDIDATI

Domenica 12 giugno saranno 74 i Comuni calabresi che torneranno al voto per l’elezione dei rispettivi sindaci e Consigli comunali. Nella tornata elettorale sarà coinvolta anche la città di Catanzaro, capoluogo di Regione.A contendersi la fascia tricolore, dopo l’esperienza di Sergio Abramo sindaco uscente, non ricandidato, ed esponente del centrodestra, saranno sei i candidati.Si tratta di Francesco Di Lieto con una lista civica, Antonio Campo, anche lui con una lista civica, Valerio Donato, sostenuto da una coalizione di 10 liste civiche di area di centrodestra, Wanda Ferro con la lista di Fratelli d’Italia, Nicola Fiorita, sostenuto da una coalizione di 5 liste di centrosinistra con Pd e M5s, e Antonello Talerico a capo di una coalizione civica con 5 liste.Complessivamente saranno 23 le sigle di partito e i movimenti in corsa con i relativi aspiranti candidati consiglieri comunali. Al momento il favorito sembrerebbe Valerio Donato che, forte di 10 liste, potrebbe ottenere la maggioranza relativa dei voti al primo turno.Non è escluso, infatti, che per eleggere il nuovo sindaco di Catanzaro si possa ricorrere al turno continua a leggere sul sito di riferimento